Lo chiamano Decreto Crescita ma in realtà a parte il titolo ad effetto, analizzando nel dettaglio il provvedimento, si scopre purtroppo che per le imprese e per il sistema economico ci sono solo delle briciole.
Come Unione Industriali varesina abbiamo voluto testare su alcune nostre aziende tipo, la reale efficacia delle misure più significative contenute nel cosiddetto Decreto Crescita da poco approvato dal Governo. Prendiamo ad esempio la cancellazione della mini-Ires, peraltro approvata nell’ultima Legge di Bilancio, che è stata sostituita da una riduzione progressiva delle aliquote, in quattro anni, dal 24% al 20,5% sulle somme reinvestite in azienda: per un’impresa, su un utile reinvestito di 100 mila euro, il “beneficio” è di 1500 euro per il primo anno di applicazione. Cifre risibili che non avranno alcun reale impatto sulle aziende e la loro capacità di crescita.
Stesso discorso vale per il credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, che non solo è stato dimezzato nei mesi scorsi e nelle prime bozze presentate dai ministri competenti dal 50% al 25%, ma, non contenti, è poi stato integralmente cancellato nella versione finale.  Una leva fiscale, quella del credito d’imposta sulle attività di ricerca, fondamentale per una politica industriale lungimirante, in grado di guardare al futuro, e che stava dando i suoi frutti, tanto che Francia e Germania ci hanno copiato, mentre noi ora lo abbiamo smantellato. Non ne capiamo proprio il senso.
Potremmo continuare con altri esempi, ma ci sembra evidente che non possiamo nemmeno parlare di strada giusta imboccata, perché per le imprese questo Governo sta facendo ben poco. E fare poco per le imprese, vuol dire tarpare le ali a tutto il Paese. Sono mesi che aspettiamo interventi seri ed efficaci per le aziende; la risposta dell’Esecutivo è invece quella di una perenne campagna elettorale fatta di slogan e di facili promesse, dove i titoli e la semantica non corrispondono alla realtà dei fatti e dei provvedimenti. Come Consiglio Generale dell’Unione Industriali varesina lo pensiamo sia per il Decreto Crescita (che non farà crescere il Paese), ma stesso ragionamento vale per il Decreto Dignità (che dignità al lavoro non porta) e per il Decreto Sblocca Cantieri (che di fatto nulla o ben poco sblocca). Il tutto con buona pace di imprese e cittadini.
Come industriali di una delle province più manifatturiere d’Italia siamo delusi da una politica fatta più di fumo che di sostanza.
Le previsioni sull’andamento dell’economia italiana effettuate dal Governo alcuni mesi fa prevedevano una crescita dell’1,5%, che si sono progressivamente ridotte, nel corso del tempo, fino allo 0,2% certificato dall’Istat pochi giorni fa. Davanti a queste percentuali c’è ben poco da festeggiare e se il Pil italiano aumenterà nei prossimi mesi il merito sarà delle imprese, che sono le vere produttrici di ricchezza e distributrici di opportunità.
Opportunità di cui questo Paese ha un estremo bisogno.
Sarebbe meglio confrontarsi con le parti sociali prima di impostare determinate politiche. Da parte nostra la disponibilità al dialogo con il Governo per affrontare nel merito e nel concreto le misure che davvero servono al sistema produttivo italiano e all’interesse generale non verrà mai meno.


Riccardo Comerio
Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese