Stando ai dati Ocse relativi alla ricerca “Education at a glance 2017”, l’annuale report sull’educazione nei Paesi a economia avanzate, in Italia solo 18 persone su 100 sono in possesso di una laurea, contro il 37% della media nei paesi industrializzati. Si tratta del dato più basso dopo quello registrato dal Messico. A commentare questi risultati è Giovanni Brugnoli, Vice Presidente di Confindustria per il Capitale Umano: “I dati presentati il 12 settembre dall’Ocse offrono diversi spunti interessanti in particolare, deve farci riflettere, ancora una volta, lo scarso numero di laureati e, nello specifico, di laureati tecnico-scientifici. Il futuro di Industria 4.0 chiede sempre più laureati STEM, ossia in Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Più giovani laureati in queste discipline sono una necessità per l’economia del futuro”. Brugnoli ha poi proseguiti affermando che “l’istruzione senza una specializzazione in questi ambiti, non solo penalizza le imprese ma, spesso, favorisce la disoccupazione. Non c’è dubbio che anche le lauree umanistiche accrescono la cultura dei nostri giovani e consentono sbocchi occupazionali, ma un eccesso di queste tipologie di laureati non è certo garanzia di futura occupazione. È fondamentale, quindi, orientare meglio le scelte dei nostri giovani verso i profili e le competenze più richiesti dalle imprese”.