L’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, l’Asl di Varese ed i responsabili dei Dipartimenti Salute e Sicurezza di Cgil, Cisl e Uil Varese firmano oggi un’intesa operativa finalizzata alla promozione di una cultura della prevenzione nell’ambito delle realtà lavorative del territorio.
Lo scopo del Programma “APS-WHP Varese – Aziende che Promuovono la Salute (Workplace Health Promotion)” è quello di andare oltre la semplice applicazione della normativa sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, coinvolgendo il maggior numero possibile di imprese. L’Asl riconoscerà un accreditamento come “Azienda che promuove la salute”, alle imprese che aderiranno al progetto e si impegneranno in una serie di attività, in parte obbligatorie e in parte facoltative, all’interno di un programma triennale che deve essere rispettato per mantenere l’accreditamento. Sono previste tre diverse fasi: nel primo anno l’impresa si impegna in attività che coinvolgano almeno 2 delle 6 aree tematiche previste dal programma; nel secondo anno le aree tematiche devono salire a 4; infine, nel corso del terzo anno l’impegno deve essere esteso a tutte le 6 aree di intervento. Per ognuna delle aree tematiche le imprese dovranno organizzare almeno tre buone pratiche.
  • Promozione di una corretta alimentazione: le aziende potranno scegliere, da un elenco predisposto dall’Asl, l’inserimento di frutta e verdura in tutti i pasti serviti nella mensa aziendale, l’inserimento di un pane a basso contenuto di sale o integrale, il caricamento dei distributori automatici con frutta e verdura fresca, l’affissione di cartelli che riportino la piramide alimentare.
  • Contrasto al fumo: le iniziative proposte comprendono incontri di formazione ai quali deve partecipare almeno il 70% dei lavoratori fumatori dell’azienda, corsi per smettere di fumare, concorsi aziendali del tipo “smetti e vinci”, una policy scritta e diffusa e attuata di “azienda libera dal fumo”, una campagna interna con manifesti contro il tabacco.
  • Promozione dell’attività fisica: oltre agli incontri di sensibilizzazione, potranno essere organizzate campagne di promozione nell’uso della bicicletta nei viaggi casa-lavoro, convenzioni con centri sportivi, iniziative sportive interne come tornei, marce o biciclettate.
  • Contrasto all’alcolismo, all’uso di sostanze stupefacenti e alla dipendenza da gioco: è prevista la predisposizione di regolamenti aziendali contro l’uso di stupefacenti e di alcol, corsi, campagne informative interne.
  • Promozione del benessere personale e sociale: si prevede la creazione di asili nido aziendali o convenzioni con strutture già esistenti, iniziative di sostegno allo studio dei figli dei dipendenti, iniziative di integrazione per i lavoratori stranieri, sportelli di ascolto, agevolazioni ai dipendenti mutui o polizze sanitarie integrative.
  • Sicurezza stradale e mobilità sostenibile: le imprese devono impegnarsi in servizi di trasporto collettivo casa-lavoro, presenza di un mobility manager in azienda, corsi di guida sicura.
All’inizio dell’inserimento nel programma, e con cadenza regolare annuale, i lavoratori dell’azienda che aderisce dovranno rispondere a questionari anonimi per misurare nel tempo l’efficacia delle iniziative.
L’Unione Industriali si impegna a dare visibilità al progetto tra le proprie imprese associate, cercando di massimizzare il più possibile l’adesione con l’obiettivo di coinvolgere non solo le grandi imprese, ma anche le piccole e medie. “L’idea di tutto il progetto – spiega il Direttore dell’Unione Industriali, Vittorio Gandini – non è quella di selezionare e puntare su un ristretto gruppo di aziende di eccellenza del territorio sul fronte della responsabilità sociale, bensì quello di diffondere il più possibile queste buone pratiche di promozione della salute nel nostro sistema produttivo locale, ottenendo così un effetto rilevante in termini di sanità pubblica. Un obiettivo che potremo centrare solo con il coinvolgimento sia delle grandi aziende, sia delle piccole e medie imprese. I risultati della letteratura scientifica ci dicono che progetti come WHP portano a risultati concreti in termini di rapporto costi-benefici degli investimenti in promozione della salute. Benefici per i lavoratori, ma anche per le aziende. Misurabili in una riduzione delle malattie e dell’assenteismo, in una maggiore soddisfazione e motivazione dei dipendenti, un aumento della produttività e ambienti aziendali più competitivi e dalla miglior qualità della vita”.
L’Asl di Varese metterà a disposizione delle imprese i propri esperti per condividere procedure e strumenti di lavoro già validati, in un’ottica di efficienza per la selezione delle buone pratiche, tenuto conto delle peculiarità territoriali. “E’ importante - sottolinea il Direttore Generale dell’ASL, Giovanni Daverio- il passaggio, realizzato negli ultimi decenni, da una cultura della cura a quella della prevenzione, ma ritengo altrettanto importante, oggi, un’ulteriore evoluzione dal concetto di prevenzione della malattia a quello di promozione del benessere psico-fisico, ai fini di un effettivo guadagno di salute; la condivisione di intenti con i vari attori presenti nella realtà territoriale della nostra provincia permette sinergie fondamentali per il perseguimento degli obiettivi istituzionali; è in questa prospettiva che l’ASL ha avviato diverse iniziative, finalizzate alla diffusione di buone pratiche nei vari ambiti della vita civile, per incidere concretamente sugli stili di vita orientandoli al mantenimento di una buona salute”.
I responsabili dei Dipartimenti Salute e Sicurezza di Cgil, Cisl e Uil Varese, invece, si impegnano a favorire la diffusione dell’iniziativa attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali delle aziende che aderiranno al Programma APS-WHP Varese. “Parlare di promozione della salute - dichiarano Salvatore Minardi, Salvatore Manta e Pietro D’Antone - vuol dire garantire non solo l’assenza di malattia e d’infermità, ma, come recita lo stesso Testo unico della sicurezza sul lavoro, ‘lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale’. Occorre guardare aldilà della tradizionale prevenzione dai rischi professionali, che peraltro deve essere attuata rispettando le prescrizioni normative. Nel programma APS-WHP entrano in gioco da un lato la responsabilità sociale dell’impresa nei confronti degli attori sociali interni ed esterni ad essa, dall’altro un’idea di salute che include il contrasto a tutte le abitudini comportamentali nocive del benessere fisico, psicologico e sociale. Come organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori consideriamo importante diffondere nelle imprese e tra i lavoratori una cultura della salute che favorisca il miglioramento della qualità della vita individuale ed organizzativa”.