“La richiesta di impostare delle politiche attive che funzionino una volta per tutte non significa proporre schemi vecchi e superati, anzi. Vuol dire prendere atto del fallimento delle iniziative che in questi anni sono state avviate per rendere il nostro mercato del lavoro più inclusivo. Senza cooperazione fra pubblico e privato non si risolvono i problemi”. È questa la risposta di Maurizio Stirpe, Vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali alle dichiarazioni rilasciate agli studi di La 7 dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha definito la posizione del Presidente di Viale dell’Astronomia (espressa in un’intervista al Corriere della Sera il 27 aprile 2021), come uno schema di secoli passati. 

 “I dati parlano chiaro: il collocamento pubblico non funziona e sperare che i navigator risolvessero il problema è stata una illusione – spiega Stirpe -. Se i centri per l'impiego, fatte le debite eccezioni, non hanno rapporti con le imprese del territorio, domanda e offerta non si incontreranno mai. Liquidare con una battuta un tema che dovrebbe essere in cima alle priorità del Paese non fa che aumentare una polemica sterile. Le imprese hanno proposto delle soluzioni sia per le politiche attive che per gli ammortizzatori sociali”.  

Secondo Stirpe, Il Presidente Carlo Bonomi, “ha voluto solo rimarcare la disponibilità di Confindustria a disegnare un sistema che semplifichi l'assunzione e la ricollocazione dei lavoratori. Credo che questa disponibilità andrebbe accolta, e non stigmatizzata. D’altronde, l’unica proposta che c’è sul tavolo in tema di ammortizzatori e politiche attive del lavoro è quella di Confindustria e su questa il ministero ancora non ha dato alcun riscontro. Con un approccio ideologico perdiamo tutti e non si va lontano”.

Per saperne di più:

Le parole del Presidente di Confindustria al Corriere della Sera

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