“La riforma è un’occasione per premiare i migliori Its italiani affinché facciano da traino a tutti gli altri, evitando una proliferazione di Fondazioni Its non performanti, che purtroppo sembra già in corso e su cui la riforma deve urgentemente intervenire”. Considerazioni condivise lo scorso 3 novembre 2021, sul proprio profilo Linkedin dal Vicepresidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli, a conclusione della partecipazione del Sistema Confindustriale all’audizione che si è tenuta alla Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato per discutere sul disegno di legge in corso di esame sulla riorganizzazione degli Istituti tecnici superiori.

Una legge di iniziativa parlamentare, che, come ha affermato il Vicepresidente Brugnoli, “porterà ad una riforma complessiva in merito ai percorsi post diploma. Un tema caro alle imprese in quanto sono una risposta concreta al fortissimo fabbisogno di profili tecnici”. Sono sette le questioni che possono riassumere la posizione di Confindustria a proposito del tema. In primo luogo, la necessità di finanziamenti stabili, necessari per far decollare gli Its, superando la logica del bando annuale e la centralità dei corsi e delle fondazioni che, come ha evidenziato Brugnoli, “devono sorgere dove servono e non ci sono. Mentre laddove ci sono Its vanno aumentati i corsi, anche inserendoli in Its ‘incubatori’, già esistenti, che li facciano crescere”. Come dire: meno fondazioni, più corsi.

Poi la necessità di una governance di sistema e di una maggiore attenzione alle imprese e al personale: “Deve rinascere una direzione generale dedicata all’istruzione terziaria professionalizzante anche per gestire i fondi del Pnrr (1,5 miliardi previsti) – ha continuato Brugnoli –. Nella riforma va inserito il richiamo alle finalità del Pnrr, in particolare sugli investimenti per sedi e laboratori. Serve inoltre un organico minimo che gestisca la fondazione, compreso un responsabile all’orientamento. L’Its, presieduto da un’impresa e legato al mondo produttivo, è un’eccellenza e fa trovare lavoro ai giovani”. È proprio su questa relazione tra le nuove generazioni e il mondo del lavoro che si concentrano altre due tematiche care a Confindustria: la necessità di attuare una campagna a tappeto per far conoscere gli Its e quella di costruire dei ponti tra gli stessi Its e le Università per recuperare il drop-out (quella fase in cui lo studente ha lasciato gli studi).

Una posizione, quella mostrata all’audizione, che ha voluto rimarcare essenzialmente due fattori: il ruolo fondamentale degli Its per le imprese e la necessità di una riforma organica.