Nelle scorse settimane il Governo, in vista della possibile ripresa delle attività produttive, la cosiddetta Fase 2, aveva incaricato il Comitato Tecnico Scientifico di valutarne i possibili riflessi sulle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Il Governo era interessato a conoscere gli effetti della “possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro” e per questo motivo ha chiesto di ponderarne gli effetti anche “sulle strategie di prevenzione”. Il documento, elaborato dagli esperti dell’INAIL, contiene una serie di dati utili per analizzare, con riferimento a tre indicatori (esposizione, prossimità e aggregazione), la diversa incidenza del rischio di diffusione del virus rispetto alle diverse attività produttive. Nel contempo, accanto alle valutazioni dell’INAIL, il Governo ha pure acquisito, attraverso l’Istituto Superiore di Sanità, una serie di elementi per dare indicazioni in ordine alla vigilanza sanitaria dei lavoratori nel momento della ripresa delle attività produttive. Infine, il Governo ha elaborato un documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre, nell’ottica della ripresa del pendolarismo, nel contesto dell’emergenza Covid-19.

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Una volta acquisite le risultanze di questi lavori, è stato chiesto alle Parti Sociali, partendo da quei contenuti, di definire, in tempi brevi, un'integrazione del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto alla Presidenza del Consiglio lo scorso 14 marzo. Confindustria e le altre Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e Cgil, Cisl, Uil, hanno accolto questo invito e il 24 aprile hanno definito, alla presenza della Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, un accordo che, tenendo conto anche di alcune indicazioni dei lavori acquisiti dal Governo, integra i contenuti del precedente Protocollo. In premessa, vanno evidenziati alcuni elementi che dovranno essere tenuti presenti nella applicazione del Protocollo: 

a)  Il 26 aprile, il Governo ha emanato un ulteriore DPCM, che, superando quello del 10 aprile, ha disciplinato la progressiva riapertura delle attività produttive: è necessario quindi considerare le disposizioni che dovessero incidere sul contenuto o sulla lettura complessiva del Protocollo (v. allegato I);

b)  alcune Regioni (es. Toscana) sono intervenute a regolamentare anche alcuni aspetti inerenti alle attività produttive (nonostante il limite posto dal dl n. 19/2020), disciplinando, ad esempio, il tema delle distanze nei luoghi di lavoro e l’uso delle mascherine: Confindustria è da tempo intervenuta presso il Governo per chiedere una disciplina giuridica uniforme a tutela della corretta azione delle imprese;

c)  il distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di protezione restano fondamentali, secondo le più recenti valutazioni dei rischi formulate dagli organi competenti.


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