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Da una parte le norme valide per tutto il territorio nazionale considerato zona gialla, come una sorta di minimo sindacale da rispettare in qualsiasi Regione italiana. Dall’altra restrizioni via via più stringenti a seconda che la singola Regione, sulla base di 21 parametri tra cui i posti letto negli ospedali e l’indice Rt, venga inserita nella zona arancione o nella zona rossa.

Sono questi i contenuti del nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella notte di martedì 3 novembre.

Le norme entreranno in vigore da venerdì 6 novembre fino a giovedì 3 dicembre.

Il meccanismo sulla base del quale viene assegnata alle Regioni l’appartenenza all’una o all’altra zona è semiautomatico. È vero, dunque, che alla base ci saranno i 21 parametri oggettivi con i quali verrà monitorata la situazione, ma centrale rimane il ruolo del Ministro della Salute che avrà il compito di adottare le ordinanze d’intesa con i Presidenti delle Regioni. Potranno essere previste anche esenzioni nell’applicazione di uno o più misure restrittive e anche per singole porzioni di territorio regionale.
I provvedimenti verranno comunque valutati di settimana in settimana e l’assegnazione di una zona ad una Regione avrà durata minima di 15 giorni. Quindi qualora una Regione entrasse in zona rossa ci rimarrebbe per almeno due settimane.

Qualsiasi sia lo scenario (zona gialla, arancione o rossa) non sono previste restrizioni alle attività industriali. Esse dovranno svolgersi nel rispetto del Protocollo condiviso e sottoscritto dalle parti sociali il 24 aprile 2020.
Rimane l’obbligo di uso della mascherina sia al chiuso, sia all’aperto. Per quanto riguarda le attività professionali il Dpcm conferma la raccomandazione dello svolgimento in modalità di lavoro agile.

L'ordinanza del Ministro della Salute inserisce la Lombardia nella zona arancione insieme a Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Puglia, Basilicata, Calabria.

Zone rosse: Valle d’Aosta, Provincia di Bolzano, Toscana, Abruzzo, Campania.

Zone gialle: Liguria, Provincia di Trento, Veneto, Lazio, Molise, Sardegna, Sicilia. 

Vediamo le restrizioni zona per zona.

Zona rossa: il cosiddetto semi-lockdown (nel Dpcm citato come "Scenario di tipo 4") 

In questa zona rientrano le Regioni che si collocano nello scenario peggiore e di massima gravità. Così è ritenuta la Lombardia, dall'Ordinanza firmata dal Ministero della Salute mercoledì 4 novembre.
Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso. Ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze. E, dunque, per motivi di lavoro, salute e urgenza. Occorre essere sempre muniti di autocertificazione.
Chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari.
Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e la ristorazione con asporto fino alle ore 22.
Sospese le attività sportive, anche quelle svolte nei centri sportivi all’aperto.
Consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina. Consentito anche lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale.
Attività scolastica in presenza solo per la scuola dell’infanzia, elementare e prima media.  

Zona arancione: il livello intermedio (nel Dpcm citato come "Scenario di tipo 3")

Alle Regioni che rientrano in questa zona oltre alle restrizioni minime previste per la zona gialla, si applicano misure ancor più stringenti come le seguenti.
Vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Saranno consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita, e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza.
Vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.
Sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Zone gialle: le restrizioni minime

Coprifuoco dalle 22 alle 5. In questa fascia oraria ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza. Per uscire di casa bisognerà essere muniti di autocertificazione.
Chiusura dei musei e delle mostre, che si aggiungono dunque ai cinema e ai teatri.
Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni).
Nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale.
Chiusura di bar e ristoranti alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica).
Chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie.

     

Per saperne di più


Scarica il decreto
Scarica l'allegato del Decreto
Scarica Ordinanza del Ministero della Salute (aggiornato al 10/11/2020)
Scarica Ordinanza del Ministero della Salute (aggiornato al 04/11/2020)
Nota illustrativa di Confindustria con le principali novità per le imprese
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