“La differenza di genere sulle materie scientifiche in Italia è ancora molto rilevante: le giovani laureate Stem (acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics, ndr) sono il 16,2% del totale, a fronte del 36,8% di laureati uomini. È un gap che tutti dobbiamo impegnarci a colmare. Diversi studi confermano, infatti, che le donne che intraprendono un percorso scientifico, sono tra le più preparate e rappresentano per l'impresa una risorsa strategica a vantaggio della competitività aziendale”. Sono queste le parole del Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in merito alla call nazionale “Women in Stem”. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tre le fondazioni Giuseppina Mai di Confindustria e Bracco, e realizzato con il supporto del Governo del Québec, per promuovere, tramite l’assegnazione di borse di studio, la presenza femminile negli studi nel campo dell'innovazione e della tecnologia. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di aiutare le universitarie a realizzare i propri progetti di carriera, riducendo il tasso di abbandono del percorso accademico e favorendone il completamento.

“Vanno superati alcuni stereotipi di genere e culturali attraverso un’azione strutturata di orientamento e di sensibilizzazione, che deve essere condotta attraverso la partecipazione attiva delle imprese. Questo progetto va nella giusta direzione e rappresenta un segnale importante su un tema prioritario per il futuro del nostro paese, in cui Confindustria crede fermamente - ha continuato il Presidente Bonomi -. Oggi che viviamo il paradosso di avere da un lato, giovani e donne ai margini del processo produttivo e, dall’altro, aziende che non riescono a trovare i profili scientifici e tecnici di cui hanno bisogno, abbiamo il dovere di liberare e sviluppare questo grande potenziale inespresso”.

Come ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Mai e B20 Ambassador Women Empowerment, “l’innovazione tecnologica sta cambiando i parametri del lavoro, determinando un incremento nella ricerca di profili Stem. Purtroppo, però, la partecipazione femminile al mondo della scienza e delle professioni tecniche, soprattutto in Italia, è ancora pesantemente ostacolata da bias (giudizi e pregiudizi, ndr) e stereotipi di genere, e il tasso d’abbandono degli studi scientifici è più alto tra le donne”. Per questo, la Fondazione Mai assegnerà 10 borse di studio, del valore di 3mila euro ciascuna, alle studentesse più meritevoli iscritte al primo anno del Corso di Laurea Magistrale nelle discipline economiche e scientifiche per l’Anno Accademico 2021/2022.

Ad ampliare il progetto, i percorsi di mentoring volti a creare una connessione con le Associazioni e le imprese del Sistema Confindustria, attraverso il coinvolgimento di scienziate, ingegneri, imprenditrici, che condividono con le universitarie la propria esperienza professionale e di vita, per accompagnare le donne nel mondo del lavoro.