Le imprese manifatturiere e delle costruzioni, così come quelle del commercio all’ingrosso legato a questi due settori, potranno riprendere le attività a partire da lunedì 4 maggio. Condizione imprescindibile è il pieno rispetto del Protocollo di regolamentazione delle misure di contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto da Governo e parti sociali (compresa Confindustria) il 24 aprile.

È quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio nella sera di domenica 26 aprile. All’interno del Decreto, all’allegato 3, sono elencati tutti i codici Ateco dei settori che potranno operare a partire dal 4 maggio.         

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La imprese che riprenderanno la produzione il 4 maggio, possono svolgere, già a partire da lunedì 27 aprile, tutte le attività propedeutiche alla riapertura.

Il Decreto prevede che la mancata attuazione del Protocollo del 24 aprile e l’assenza degli adeguati livelli di protezione, determini la sospensione delle attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Per quanto riguarda, invece, le aziende che non hanno mai smesso di operare, esse dovranno, a partire dal 27 aprile, adeguarsi alle nuove prescrizioni del contenimento del rischio diffusione del virus contenute nel nuovo Protocollo di regolamentazione del 24 di aprile.

Spostamenti

Per quanto riguarda gli spostamenti rimangono ancora consentiti solamente quelli dettati da “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità”, così come quelli “per motivi di salute”. Unica apertura è quella concessa agli spostamenti “per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie”. È comunque fatto divieto di spostarsi da una regione all’altra, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. È comunque consentito il rientro presso domicilio, abitazione o residenza.

Altre disposizioni

Rimangono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, così come le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Anche le attività di ristorazione devono rimanere chiuse, a parte le attività di consegna a domicilio e, questa è la novità introdotta dal Decreto, la preparazione di cibo da asporto “fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze” del locale.

Per quanto riguarda, invece, le attività professionali il Decreto raccomanda che sia attuato il massimo utilizzo dello smart working, siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti, siano assunti i protocolli sicurezza anti-contagio, siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro.

Restano comunque garantiti i servizi bancari, finanziari e assicurativi. Così come le attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che ne riforniscono i beni e i servizi.

Altre disposizioni, contenute nei vari articoli che compongono il Dpcm, riguardano i temi delle misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale, dell’ingresso in Italia, dei transiti e soggiorni di breve durata nel nostro Paese, delle navi da crociera e navi di bandiera estera, del trasporto pubblico, dell’esecuzione e monitoraggio delle misure.

Tutte le disposizioni de Dpcm hanno validità fino al 17 maggio.         

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