Lavorare per un accordo ambizioso e onnicomprensivo”: è questo l’appello dei Presidenti di Confindustria, Medef e BDI, rilasciato attraverso una dichiarazione congiunta, e rivolto ai vertici dell’Unione Europea sul tema della Brexit. Argomento che sarà tra i principali nell’agenda del Consiglio Europeo in programma a Bruxelles.

Gli industriali auspicano che vengano esplorate tutte le opzioni possibili per raggiungere una soluzione in grado di garantire fluidità negli scambi commerciali, mantenendo al contempo condizioni di concorrenza leale tra l’Unione Europea e il Regno Unito.

“Il negoziato sulla relazione futura – spiegano le Confederazioni - tra Ue e Regno Unito è entrato in una fase cruciale. A poche settimane dalla scadenza del 31 dicembre il rischio di non accordo è una possibilità concreta. Ne scaturirebbero una serie di conseguenze per le nostre imprese e per i nostri cittadini: dazi e controlli doganali, burocrazia, ritardi, blocchi, delocalizzazioni e così via”.

Italia, Germania e Francia condividono gli stessi interessi, gli stessi valori e lo stesso modello di economia sociale di mercato senza eguali nel mondo. “Qualunque cosa accada dopo il 31 dicembre, i legami tra noi e i nostri amici, oltre che partner e alleati, britannici resteranno comunque forti. In questo momento storico – chiosano gli Industriali del Nord - ci appelliamo all’intelligenza collettiva affinché questa partnership possa fondarsi su basi stabili e sicure”.

Lo scenario dell’export varesino verso il Regno Unito

Guardando ai dati di commercio estero varesino nel primo semestre 2020 sono stato registrati 269 milioni di euro di export verso il Regno Unito. Export che, influenzato anche dalla crisi economica legata alla pandemia, rispetto allo stesso semestre dell’anno scorso ha registrato un -2,0%, ma che comunque pesa per un considerevole 2,7% sul totale delle esportazioni nazionali verso il Paese. Lo spaccato varesino, in termini di composizione settoriale e con riferimento ai comparti maggiormente rappresentativi del territorio, vede tra i principali prodotti esportati la meccanica varia (elettrodomestici e meccanica strumentale) con 77 milioni di euro, i mezzi di trasporto (principalmente aerospaziale) per 61 milioni di euro, seguiti da macchinari e apparecchi meccanici, alimentari e bevande e chimico-farmaceutico che rispettivamente hanno registrato 35, 31 e 22 milioni di euro. Rispetto al primo semestre del 2019 i prodotti che hanno tenuto sul lato delle esportazioni sono i mezzi di trasporto (+2,1%), il settore chimico-farmaceutico (+5,3%) e quello degli alimentari e bevande (+18,6%). Hanno invece registrato dinamiche negative, rispetto al primo semestre dello scorso anno, i macchinari e apparecchi meccanici (-11,5%) e la meccanica varia (-1,1%).

Fonte: Ufficio Studi - Unione degli Industriali della Provincia di Varese

         

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Commercio estero varesino: gennaio-giugno 2020, infografica interattiva