L’innalzamento degli obiettivi di decarbonizzazione comunitari renderà ancora più rilevante il ruolo dell’efficienza energetica, soprattutto con riferimento ai settori industriali, ai quali sarà richiesto di avviare un nuovo ciclo di investimenti in innovazione tecnologica ambientale. Per questa ragione Confindustria ritiene fondamentale che il nuovo quadro di politica energetica preveda la continuità dei Titoli di Efficienza Energetica (i certificati bianchi) secondo una riqualificata prospettiva, strutturalmente stabile in relazione agli obiettivi 2030. “Se consideriamo gli obiettivi presentati dal Governo italiano nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) possiamo osservare la rilevanza dell’Efficienza energetica rispetto alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra al 2030. Circa il 75% della riduzione delle emissioni al 2030 (-40%)” afferma Viale dell’Astronomia. 

Considerata l’importanza dello strumento per il settore manifatturiero e la sua efficienza in termini di costo, “come sistema Confindustria abbiamo presentato, nel corso di un webinar che si è tenuto nei giorni scorsi, una proposta di riforma dello strumento dei TEE con l’auspicio che per il periodo 2021-2030 si possa avere un quadro di regole e strumenti di mercato  stabili e privi di incertezze nell’ottica della semplificazione, dell’ottimizzazione delle metodologie di quantificazione e riconoscimento del risparmio energetico, della riduzione dei tempi per l’approvazione, l’emissione e l’offerta dei titoli sul mercato”.

“Nei prossimi 10 anni dovremmo ridurre le emissioni di anidride carbonica del 55% - ha commentato Aurelio Regina delegato del Presidente di Confindustria per l’Energia - avviando attraverso una forte crescita della generazione elettrica da rinnovabili, una diffusione dei green gas e degli e-fuel, correlate ad un incremento dell’efficienza degli impianti e ad una trasformazione delle tecnologie”.

L’Italia ha stabilito la traiettoria, prevedendo una riduzione delle emissioni, un incremento della produzione di energia rinnovabile, e una importante crescita dell’efficienza energetica nei consumi finali. “Per raggiungere i nuovi obiettivi – conclude Regina - il paese dovrà sostenere un flusso di investimenti cumulato di oltre 500 mld. La ragione sostanziale per la quale abbiamo voluto promuovere questa iniziativa è perché l’industria, energetica e manifatturiera, è l’asse centrale sul quale convergono le politiche per raggiungere gli obiettivi climatici. L’efficienza energetica ha il pregio di rappresentare, nel nostro paese, una grande opportunità per un tessuto industriale pronto a coglierla sul piano della leadership tecnologica”.

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