A cento giorni dalla sua elezione, il Presidente Carlo Bonomi attraverso una lettera rivolta a tutte le realtà confederate al Sistema, fa il punto sulla situazione politica, economica e sociale italiana legata all’emergenza Coronavirus. Azioni attuate dal Governo, contratti di lavoro e unità imprenditoriale sono alcuni degli aspetti su cui il Presidente ha posto l’attenzione.

Una riflessione che parte, ancora una volta, dai numeri. Come quelli riguardanti il preoccupante calo congiunturale del -12,4% del Pil nel secondo trimestre, che va ad aggiungersi al -5,4% del primo.

Un quadro economico di fronte al quale emergono le lacune dell’azione di Governo attraverso i provvedimenti emanati, che, secondo Bonomi, “non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese”. Per il Presidente di Confindustria “il complesso delle misure pubbliche assunte in questi ultimi mesi ci hanno visto esprimere una forte criticità di fondo, rispettosa delle prerogative del Governo, ma sin qui irrisolta. L'incertezza del Paese, richiamata efficacemente il 18 agosto da Mario Draghi, è figlia della mancanza di una visione complessiva, basata su chiare priorità strategiche e su scelte conseguenti e necessarie per il decollo del Paese”.

In risposta all'accusa che i leader sindacali hanno rivolto a Viale dell’Astronomia di non volere rinnovare i Contratti Nazionali, “abbiamo risposto con chiarezza che Confindustria i contratti li vuole sottoscrivere e rinnovare” precisando che “li vogliamo ‘rivoluzionari’, rispetto al vecchio scambio di inizio Novecento tra salari e orari, e non perché siamo rivoluzionari noi - aggettivo che proprio non ci si addice - ma perché nel frattempo è il lavoro e sono le tecnologie, i mercati e i prodotti, le modalità per produrli e distribuirli, ad essersi rivoluzionati, tutti e infinite volte rispetto a decenni fa”. Un tema centrale che il Presidente Bonomi chiede di sostenere con chiarezza e fermezza “perché determinante per la ripresa e per consentire alle nostre imprese di essere competitive sui mercati mondiali”. Infine, l’appello è rivolto ai destinatari della lettera: le associazioni confederate al Sistema. “Se non saremo uniti negli obiettivi prioritari per cui ci battiamo – chiosa Bonomi - nel respingere le polemiche e anche i tentativi di intimidirci, allora diventerà ancora più improbo il tentativo di trasformare l'Italia in quel Paese dell'innovazione permanente capace di accogliere e trattenere i nostri figli che, noi sappiamo, essa può e deve essere”.

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