Unione degli Industriali della Provincia di Varese
Varesefocus

Giugno 2000

 
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Lavori su due ponti: viabilità in tilt lungo la valle dell’Olona

Un ritardo burocratico fa coincidere a Cairate l’intervento sul Tenore con quello sul ponte dell’Olona. E le conseguenze sono tutte a carico d’automobilisti e operatori economici…

E’ una delle zone strategiche per i collegamenti viabilistici dell’intera valle Olona, eppure questo non ha impedito che l’ennesima storia di malaburocrazia causasse per lunghe settimane pesanti disagi ai molti auto-mobilisti che circolano lungo quelle strade.
Stiamo parlando dei lavori sui ponti rispettivamente sul Tenore e sull’Olona nel territorio del Comune di Cairate. Iniziamo dal primo caso.
Il cartello posto a fianco del Tenore non inganni: indica lavori da eseguirsi durante il 1999.
Non è stato così: lo scorso anno lungo quella strada provinciale nessuno ha visto all’opera escavatori e operai. “Ritardi di carattere burocratico – dicono agli uffici competenti – hanno causato lo slittamento al 2000 dell’intervento sul ponte”.

La vecchia, insana burocrazia, insomma, che, giorno dopo giorno, continua a prendere di mira dei cittadini pressoché inermi di fronte a essa.
Quella stessa burocrazia che ha dimostrato di non saper neppure guardare al calendario per programmare gli interventi in modo da almeno diminuire i disagi per i cittadini.
Se così non fosse, perché iniziare i lavori sull’altro ponte, quello sull’Olona proprio a metà aprile, ossia quando l’intervento sul Tenore – superati finalmente a febbraio i ritardi amministrativi - era in pieno svolgimento?

La Strada provinciale 2, quella del fondovalle per Lonate Ceppino, sarà così chiusa al traffico per circa sei mesi, che si aggiungono ai tre mesi di stop della circolazione (dal 1° marzo al 20 maggio) lungo la strada provinciale 12 bloccata a Bolladello – sempre nel territorio del Comune di Cairate – per quei lavori di rifacimento del ponte sul Tenore che costituiscono il primo elemento di quest’esempio di cattiva programmazione.
Certo, la nuova struttura sull’Olona sarà più larga e più lunga che quell’esistente fino al febbraio scorso.
Il costo dell’intervento è previsto sui 900 milioni di lire con finanziamento totalmente a carico della Provincia.
Il ponte sarà rimesso a nuovo con tutte le sue infrastrutture: tubature dell’acquedotto, gas metano, cavi telefonici ed elettrici.
La nuova sezione stradale prevede anche due percorsi ciclo-pedonali larghi 1 metro e 65 centimetri e due corsie di 4 metri l’una. Un intervento di indubbio rilievo, dunque; tanto più che il nuovo ponte, con l’ampliamento della sezione, impedirà l’effetto diga e la strozzatura in occasione di esondazioni del fiume.
Restano, però, almeno due domande: era proprio impossibile rispettare i tempi per il rifacimento del ponte sul Tenore?
E se anche così fosse stato, perché causare con la contemporaneità di una parte significativa dei lavori – è successo per alcune settimane – pesanti disagi per i collegamenti tra i due versanti della valle?

Una proposta: gare d’appalto ai notai

I tempi troppo lunghi dei lavori pubblici costano disagi agli automobilisti e non solo: hanno anche pesanti conseguenze in termini economici per migliaia di aziende della provincia di Varese. Un caso eclatante è quello dei ponti su Tenore e Olona a Cairate.

Assessore Verderio, lei è il responsabile provinciale della viabilità. Subito una provocazione: perché in occasione dell’ultima alluvione si riuscì in breve a porre rimedio ai problemi della strada provinciale 57 dal ponte di Vedano fino a Lozza e ora invece ci vogliono mesi per completare l’intervento su di un ponte?
La risposta è paradossale: in Italia nell’emergenza si può far capo a un Commissario Straordinario – nell’occasione era il nostro Presidente Massimo Ferrario -. Nella gestione ordinaria, invece, quando teoricamente ci sarebbe la possibilità di coordinare l’attività al meglio, dobbiamo fare i conti con i lacci e laccioli della burocrazia. E’ la legge che c’impone questi tempi: noi non possiamo farci niente. O meglio, i nostri funzionari, grazie alla loro esperienza e alla loro competenza, possono fare in modo di limitare al massimo i disagi per gli automobilisti. Posso garantirlo a lei e ai suoi lettori: anche nel caso dei lavori sui ponti di Cairate la Provincia ha fatto di tutto per accorciare al massimo i tempi”.

Perché allora non avete rispettato le previsioni che annunciavano per lo scorso anno l’intervento sul Tenore? E inoltre, visto che non siete riusciti in questo, perché non evitare la coincidenza del blocco della circolazione lungo le due strade?
Guardi, per ciò che concerne la prima domanda devo rifarmi alla risposta precedente: la legislazione costringe il nostro ente a tante e tali procedure che l’intera attività dell’assessorato non può svolgersi in modo fluido e ordinato come tutti vorremmo io per primo, ma anche l’insieme dei miei funzionari e dei miei dipendenti. Quanto all’opportunità o meno di chiudere contemporaneamente a Cairate per la ristrutturazione dei due ponti sia la strada per Bolladello, sia quella per Lonate Ceppino, io dico che la scelta è stata obbligata. Mi spiego meglio. Una volta iniziato l’intervento sul Tenore, in valle Olona avevamo la necessità di rispettare un certo periodo temporale legato all’uso del riscaldamento domestico. Dovendo tagliare alcuni tubi che passano poggiando sul ponte, abbiamo aspettato che il carico, soprattutto per il metano, fosse diminuito per procedere all’operazione. Non potevamo, insomma, lasciare la popolazione senza riscaldamento lo scorso inverno. Ugualmente abbiamo anche la necessità di finire i lavori prima che la richiesta, in concomitanza con la riaccensione autunnale del riscaldamento, sia in forte aumento. Ecco perché a ottobre il ponte e la strada saranno nuovamente agibili”.

Non era possibile ricorrere ai ponti provvisori, quelli di tipo Baily?
Il problema è il costo eccessivo. Il piano provinciale prevede di intervenire entro il 2001 su dieci ponti, grazie a un finanziamento complessivo di 7 miliardi da parte del Ministero dei Lavori Pubblici. Posizionare un solo ponte Baily ci costerebbe 250 milioni: è evidente allora che non avremmo risorse economiche per completare l’opera su tutti e dieci i ponti”.

Assessore, dunque non c’è proprio la possibilità di accorciare i tempi dei lavori stradali in provincia di Varese?
La realtà è che si perde troppo tempo per le gare d’appalto: tutto lavoro burocratico che rallenta enormemente l’evolversi del progetto.. Abbiamo delle leggi, giuste o sbagliate che siano, da rispettare e quindi le nostre mani sono legate. Una soluzione potrebbe essere quella di adottare il modello francese. Aldilà delle Alpi le gare d’appalto non sono a carico dell’ente pubblico, bensì a notai che devono sottostare a vincoli meno rigidi. Questo renderebbe le procedure decisamente più fluide con vantaggi sia per noi, sia per i cittadini”.

 

 

 

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Una proposta: gare d’appalto ai notai

I tempi troppo lunghi dei lavori pubblici costano disagi agli automobilisti e non solo: hanno anche pesanti conseguenze in termini economici per migliaia di aziende della provincia di Varese. Un caso eclatante è quello dei ponti su Tenore e Olona a Cairate.

 

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