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Giugno 2000

 
 


Dal Ceresio al Sacro Monte trekking sul sentiero Giubilare

Un percorso fra alcuni dei luoghi del Varesotto più ricchi di storia ma anche carichi di spiritualità.

Sentiero del Giubileo Lunghezza: 13 chilometri. Dislivello: 700 metri. Tempo di percorrenza: 4 ore circa.

Certo, “giubilare” non è verbo che si usi tutti i giorni, ma “giubileo” è invece un sostantivo di stretta attualità: l’uno e l’altro hanno molto a che fare con una radice latina che indica gioia, allegria, felicità. Qualcosa come uno scoppio di contentezza, la manifestazione ilare di chi si sente “figlio” di un Padre che sta più in alto, da cui dipende e che dà senso a tutto.
Pur non rientrando fra i grandi itinerari, riscoprire il “sentiero giubilare” che dal Ceresio risale la Val Marchirolo per poi infilare la Valganna (o, come faremo noi in alternativa, ascendere fino al Sacro Monte) e scendere incontro alla pianura, significa unire in maniera speciale geografia e storia, spiritualità e fede.
Al fine di non rendere troppo impegnativo il percorso, tralasciamo il pezzo iniziale, quello che ha inizio al valico di Ponte Tresa e, attraverso Lavena, Cadegliano, Cugliate, Cunardo e Ghirla giunge sino a Ganna. Partiamo invece proprio da qui, dal minuscolo capoluogo di una valle nota per le basse temperature invernali.
Possiamo decidere di lasciare l’auto nei pressi della Badia, ex-monastero benedettino sorto poco dopo il Mille là dove i monaci avevano davanti a loro distese di paludi da bonificare, com’era caratteristico del loro impegno lavorativo. Di quel lavoro sono rimaste le vasche d’acqua dalle quali, fino alla seconda guerra mondiale, si ricavava torba di buona qualità.
Ma la nascita del complesso monastico è legato anche al martirio dei santi Gemolo (il cui corpo è conservato sotto l’altare) ed Imerio, uccisi dai briganti mentre scortavano lo zio vescovo diretto ad un’udienza papale. Grazioso è soprattutto il chiostro pentagonale, cui si affianca un bel campanile romanico; se avete un quarto d’ora di tempo in più, date un’occhiata al piccolo Museo della Badia, che conserva anche reperti archeologici romani.
Usciti dal monastero verso sinistra, dove risale il pavé di porfido rosso estratto in loco, un centinaio di metri più avanti (costeggia la recinzione d’una villa) ecco il sentiero segnato col numero 15: è da qui che ha inizio la nostra camminata, la stessa che facevano i fedeli per recarsi ogni anno alla Madonna del Monte sopra Varese.
Si attraversa la riserva naturale orientata del Lago di Ganna, ricca di varietà floreali tipiche del nord Europa (proprio a causa del clima rigido cui s’è fatto cenno) e di rarità avifaunistiche come la Moretta Grigia.
In breve si raggiunge il punto più basso del sentiero (il ponte sul rio Pralugano, m 453 slm), da dove inizia una salita non troppo impegnativa con punti panoramici interessanti su Ganna, Mondonico (il paesino in cima alla montagna di fronte) ed il San Martino, cima della Valcuvia, all’estrema sinistra. Il bosco offre splendidi esemplari di querce, frassini, tigli, aceri, quindi castagni e faggi; numerosi i corsi d’acqua e le cavità carsiche. Da queste parti vivono falchi e nibbi bruni, così come coppie di cervi e caprioli: ma avvistarli è impresa quasi disperata. In cima alla salita avrete superato un dislivello di 200 metri. Dopo circa due chilometri, giunti a fianco di un vecchio casolare sulla destra, non mancate di gettare lo sguardo oltre la palizzata per godere la vista del Verbano e delle vette circostanti. Non lontano (c’è un apposito cartello) esiste anche un’area attrezzata per pic-nic. Quindi si scende lungo un bell’acciottolato a Brinzio, quota 508, dopo aver scavalcato il rio Valmolina proprio in fondo alla discesa. Avrete percorso quattro chilometri in un’ora e mezza. Oltre la strada provinciale prendete il sentiero che costeggia il laghetto, altra riserva orientata di grande interesse, quindi attraversate di nuovo la strada provinciale, imboccare il sentiero piano di fronte a voi, raggiungete in pochi minuti la frazione Rasa (piazzetta del Noce) e da qui il ponte sul fiume Olona (nei pressi è possibile, al ritorno, prendere l’autobus che conduce a Bedero, quindi in pochi minuti a piedi alla Badia di Ganna) da dove il sentiero numero 6 imbocca la via Salve Regina: ancora un chilometro fra i boschi e si giunge alla frazione Oronco. Poco sopra ecco la Via Sacra che, fra splendide Cappelle secentesche con statue in terracotta che riproducono i Misteri del Rosario, conduce in meno di un’ora in cima al Sacro Monte, dov’è la “chiesa giubilare” con l’effige della Madonna Nera.
Il Sentiero del Giubileo, identificato con specifica segnaletica, è stato ripristinato dalla Regione Lombardia in collaborazione con il Parco Campo dei Fiori e si innesta in un percorso più ampio che parte dal Passo dello Spluga. Il tratto di cui ci siamo occupati sarà oggetto di un pellegrinaggio aperto a tutti che si svolgerà domenica 24 settembre 2000.

Riccardo Prando

Poco sopra la frazione Oronco inizia la Via Sacra che, fra splendide Cappelle, conduce in meno di un’ora in cima al Sacro Monte, dove c’è la “chiesa giubilare” con l’effige della Madonna Nera.
Parlare del Sacro Monte significa indicare uno dei luoghi più suggestivi, carichi di storia, di spiritualità, di natura non solo del Varesotto, ma dell’intera Lombardia. Si tratta di un borgo d’origini medievali, dove l’accesso con l’automobile è vietato per pure e semplici ragioni di spazio e dal quale la vista spazia sulle montagne elvetiche, quelle comasche e lecchesi, il Monviso, la pianura fin’oltre Milano. In cima alla montagna sorge il monastero femminile ambrosiano di clausura, prendendo il posto di grotte e cavità dove le beate Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera si ritirarono in romitaggio mille anni fa. A fianco si erge il massiccio del Campo dei Fiori, cuore geografico dell’omonimo parco regionale che ha sede a Brinzio.

Una cucina semplice, piuttosto rustica specie “in stagione”, vale a dire durante l’autunno ricco di funghi, selvaggina e castagne: è ciò che propongono due ristoranti collocati lungo il percorso.
A Brinzio è l’Antico Borgo, dove a prezzi contenuti vi offrono ricche portate di polenta e lepre, porcini ma anche ottime pizze e focacce cotte nel forno a legna. Nell’attesa, non mancate di ordinare una calda “fornarina” aromatizzata al rosmarino. Al Sacro Monte si può scegliere il raffinato Colonne, a fianco della stazione d’arrivo della funicolare, di cui si attende nei prossimi mesi la riattivazione. Qui i piatti vanno sotto la denominazione di “creativa classica”, vale a dire che rientrano nel novero della tradizione, ma con… quel tocco in più. Bel terrazzo panoramico.

 

 

 

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