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Agusta, l'ala rotante che muove la tecnologia

La provincia di Varese può essere considerata, a ragione, la culla dell'aviazione italiana, tenuto conto delle imprese che hanno visto protagonisti uomini e mezzi nati e costruiti in quest'area geografica. Agusta, AerMacchi, Caproni, SIAI Marchetti e, nell'indotto, Secondo Mona, Aviometal, PubbliAerFoto-Aeroservizi, Isotta Fraschini, Itala, Aermeccanica, Aviatronik, Aerosviluppi, Cesare Galdabini, Gino Nerviani, Jointek, Aerocasting, sono marchi di fabbrica che si sono conquistati una fama mondiale e che hanno saputo attraversare le epoche cavalcando senza sosta l'onda del successo commerciale grazie ad una fortissima spinta - del resto irrinunciabile, in questo settore produttivo - verso l'innovazione, di prodotto e di processo. Oggi, l'industria aviatoria è considerata la punta di diamante dell'industria in provincia di Varese, grazie al livello di sofisticazione tecnologica che caratterizza la sua produzione. E che ha riflessi occupazionali di tutto rispetto: circa 7.000 occupati complessivi, tra ala rotante (elicotteri), ala fissa (aeromobili) e indotto. Varesefocus propone ai propri lettori un viaggio virtuale all'interno dell'industria aeronautica della provincia di Varese iniziando con il settore elicotteristico, che ha recentemente rinverdito la propria storia con un Museo allestito a Cascina Costa. In una prossima puntata, il viaggio proseguirà sulle ali degli aviogetti AerMacchi.


La storia inizia con i primi esperimenti di Giovanni Agusta, il fondatore della società, con il suo biplano Ag.1, l'avvicendamento alla conduzione dell'azienda da parte della moglie Giuseppina e degli altri membri della famiglia Agusta (i figli Domenico, Mario, Vincenzo e Corrado) mentre l'attività aeronautica si concentra principalmente nella riparazione e costruzione su licenza di velivoli Fiat, AerMacchi, IMAM, AVIA e SIAI Marchetti. Con la fine del secondo conflitto mondiale ed il divieto posto dagli alleati alla prosecuzione della produzione aeronautica, Domenico Agusta, a capo dell'azienda, decide di diversificare la produzione fondando, nel 1945 la Meccanica Verghera, i cui modelli di motociclette con il marchio MV Agusta diventeranno noti in tutto il mondo.
L'attività aeronautica riprende comunque alla fine degli anni '40 con la realizzazione di una piccola serie di biplani e la creazione di un ufficio tecnico che, con alla testa l'ing. Filippo Zappata, inizia a progettare tutta una serie di apparecchi tra cui spicca il quadrimotore AZ-8.
Ma la vera svolta imprenditoriale avviene nel corso del 1952, quando l'Agusta entra nel mondo del volo verticale firmando un accordo con l'americana Bell per la produzione su licenza di elicotteri. Due anni dopo decolla il primo elicottero realizzato dall'azienda - l'Agusta-Bell 47G - e nel 1956 sono già 100 gli elicotteri consegnati in tutta Europa.
E' l'inizio di un grande sviluppo imprenditoriale che, nel corso degli anni, si arricchisce di nuovi e sempre più sofisticati elicotteri realizzati sempre su licenza americana (Boeing, Sikorsky e Mc-Donnel Douglas). Programmi che consentono di acquisire esperienza e capacità progettuali che portano l'Agusta ad essere in grado di sviluppare autonomamente propri progetti di elicotteri.
La consacrazione della ditta Agusta tra i protagonisti del volo verticale avviene negli anni '70 e '80 con il biturbina leggero A109, un progetto con caratteristiche innovative ad alte prestazioni, interamente realizzato dai tecnici di Cascina Costa. A questo fa seguito l'elicottero controcarro A129 Mangusta, primo elicottero da combattimento completamente progettato e realizzato in Europa.
A livello societario, con la vendita operata dalla famiglia Agusta del pacchetto azionario all'Ente di Stato EFIM, si va a realizzare un "polo aerospaziale" con l'acquisto di altre aziende a carattere aeronautico e tecnologico.
Negli anni '80 nasce così il Gruppo Agusta, una grande realtà industriale da 10.000 dipendenti, che arriverà ad articolarsi in tre divisioni: la Divisione Aeroplani, comprendente la SIAI Marchetti (la storica Società Italiana Aeroplani e Idrovolanti, produttrice di apparecchi noti in tutto il mondo fra cui quelli delle prime trasvolate atlantiche), la Caproni Vizzola (altra storica società aeronautica del varesotto, produttrice fra l'altro degli storici trimotori della prima guerra mondiale) e l'Industria Aeronautica Meridionale; la Divisione Elicotteri, comprendente la Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta, la Elicotteri Meridionali e la Breda Nardi Costruzioni Aeronautiche; e infine la Divisione Sistemi Aerospaziali, comprendente la Ottico Meccanica Italiana (OMI), la Fonderie e Officine Meccaniche di Benevento e l'Agusta Sistemi.
Il notevole ritmo di sviluppo e i successi commerciali aprono al Gruppo Agusta la strada della cooperazione con le altre industrie elicotteristiche europee. Con l'inglese Westland avvia la progettazione dell'elicottero trimotore EH101 e, nel 1987, prende il via il programma NH-90, un elicottero bimotore multiruolo realizzato in collaborazione con le industrie aeronautiche francesi, tedesche e olandesi.
All'inizio degli anni '90 con la liquidazione dell'EFIM ed una generalizzata crisi del mercato, si ripercuotono gravemente sul Gruppo Agusta rendendone indispensabile una profonda riorganizzazione.
Per cercare di fronteggiare questa situazione di crisi i vertici Agusta decidono di intraprendere nuove strategie aziendali. Vengono infatti avviati due piani di ristrutturazione e di riorganizzazione (1992 e 1994) volti a "migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'intero processo operativo, questo attraverso la ristrutturazione industriale dei propri stabilimenti e concentrando il core business solo sugli elicotteri".
L'Agusta realizza importanti investimenti per la formazione del personale, l'acquisto di nuove attrezzature, trasformando l'organizzazione industriale degli stabilimenti che divengono dei veri e propri "centri di eccellenza" caratterizzati da produzioni di alta qualità ed elevata efficienza.
Questo piano di rilancio vede l'Agusta e tutte le sue maestranze impegnate nel cercare di raggiungere questo scopo.
Nella seconda metà degli anni '90 la gamma degli elicotteri Agusta si amplia infatti di nuovi prodotti, come l'A109 Power (1995), il monomotore A119 Koala (1995) e l'A129 International (1998). Le azioni intraprese, la ritrovata competitività e l'entrata in Finmeccanica, rilanciano ulteriormente l'Agusta, tanto da indurre nel 1998 la ditta americana Bell a diventarne partner in una joint venture battezzata Bell/Agusta Aerospace Company per lo sviluppo dell'elicottero A139 e del convertiplano B609. Un accordo "che apre esaltanti nuove opportunità di crescita per entrambe le aziende" e rappresenta per l'Agusta un'intesa di grande importanza, dato che segna per la prima volta "un'inversione di tendenza nei rapporti italo-americani, nel senso che è l'azienda italiana la principale pedina del gioco e sua sarà la parte più importante del know-how nei nuovi prodotti". Le sempre nuove sfide imposte dalla globalizzazione del mercato, rendono necessaria anche un'alleanza strategica: la scelta cade su Westland, già partner nel programma EH101.
Dopo gli accordi siglati fra i rispettivi azionisti Finmeccanica e GKN dell'aprile '99, la joint venture paritetica AgustaWestland viene costituita nel luglio del 2000 e diventa operativa il 1° gennaio 2001.
Una gamma completa di elicotteri di grandi prestazioni e poi un servizio dove è privilegiata la Customer satisfaction, hanno permesso ai prodotti realizzati da AgustaWestland di essere apprezzati dai clienti di tutto il mondo collocando definitivamente questa società, con quasi 10.000 dipendenti, "ai vertici del panorama elicotteristico mondiale".

Agusta oggi

Qualche dato di una realtà industriale estremamente significativa di per sé e che genera inoltre un indotto vasto e diversificato, che spazia dalla minuteria metallica alla più avanzata componentistica high tech (apparati elettronici vari tra cui, per esempio, radar):
  • 2 gli stabilimenti in provincia di Varese (Cascina Costa e Vergiate) più un Centro di Customer Support (Somma Lombardo);
  • 4.792 addetti, di cui 1.898 a Cascina Costa di Samarate, 772 a Vergiate e 423 a Somma Lombardo e i rimanenti negli stabilimenti di Benevento, Brindisi, Frosinone-Anagni;
  • il fatturato si è attestato nel 2001 a 921,2 milioni di euro; di questi quasi il 60% derivante dall'export;
  • un indotto, nel 2002, che ha generato un volume d'affari di 55 milioni di euro ed un impiego occupazionale di circa 450 unità;
  • nel 2002 sono state assunte 120 figure di notevole contenuto professionale, oltre ad un centinaio di lavoratori interinali.
Questi i numeri per il 2001 di AgustaWestland:
  • 9.732 dipendenti;
  • 6 stabilimenti, più il Centro di Customer Support
  • Il fatturato di AgustaWestland si è attestato a 2,5 miliardi di euro, facendone la prima Società del settore al mondo per fatturato.

01/16/2003

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