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La Regina del Danubio entra in Europa

Prosegue il viaggio virtuale di Varesefocus alla scoperta dei dieci nuovi paesi che entreranno nel maggio 2004 a far parte dell'Unione Europea (puntata precedente: Varesefocus 7/2003, Polonia e Slovenia), partendo dall'affascinante Ungheria.

Patria del famigerato Attila, l'Ungheria è da sempre una terra affascinante, per la sua storia e le straordinarie bellezze architettoniche, in particolare i famosi monumenti dell'impero romano, chiese e costruzioni gotiche e barocche.
Con una popolazione di quasi 10 milioni di persone, il paese rappresenta circa il 3% degli abitanti complessivi dell'Unione Europea. Abbastanza sviluppato dal punto di vista economico, ha però un reddito pro-capite molto basso rispetto alla media europea. Questo, nonostante una crescita che è comunque superiore percentualmente agli altri paesi europei. Attualmente l'Ungheria non necessita più degli aiuti finanziari del Fondo Monetario Internazionale e il paese ha ottenuto giudizi positivi da parte delle maggiori agenzie di classificazione creditizia.
Per quanto riguarda la situazione politica, il paese, dall'aprile 2002, è governato da una coalizione di centro sinistra.
Agricoltura
L'agricoltura rappresenta ormai una percentuale molto bassa dell'economia ungherese (secondo l'Istituto per il Commercio Estero, nel 2002, il 4% del PIL è stato generato da questo settore).
Le principali colture sono cerealicole ma vengono prodotte anche barbabietola da zucchero e tabacco, oltre a girasole, soia e colza per la produzione di olio. Di non poco valore la viticoltura, con una buona produzione di vini di qualità destinati, in gran parte alla esportazione. Particolarmente importante, per quanto legato ancora a metodi tradizionali, l'allevamento di suini, ovini e bovini.
Industria
Il settore industriale è abbastanza sviluppato e genera più del 33% del PIL annuale. L'industria siderurgica, vanta consistenti impianti, e così anche quella metallurgica che produce alluminio, rame zinco, piombo e magnesio. Non vanno dimenticate la raffinazione del petrolio, l'industria chimica, elettronica, alimentare (zuccherifici, distillerie, insaccati, conserve), la farmaceutica, la gomma-plastica, carta e tabacchi oltre alla meccanica, attiva in tutti i settori.
Terziario
Il settore dei servizi costituisce la fonte principale per l'economia, generando più del 62 % del PIL. E' interessante rilevare che la situazione logistica è piuttosto promettente: una crescente offerta di edifici per uffici di standard elevato, scuole internazionali, strutture residenziali, attrezzature logistiche e di magazzinaggio, contribuisce ad affermare l'Ungheria come mercato e a farne la base per operazioni regionali. Infatti, le infrastrutture dei trasporti, delle comunicazioni, bancarie, finanziarie, assicurative, contabili e legali sono ormai consolidate. A questo proposito, va detto che la maggior parte delle attività commerciali ha il suo quartiere generale nella capitale, Budapest, dove vive circa il 17,1% della popolazione.
Infrastrutture
La densità delle reti stradali e ferroviarie ungheresi è pari a quella europea, tuttavia, vi sono ancora numerose carenze. La rete stradale, a fine 2000, si estendeva per 30.307 Km, di cui 28.134 asfaltate e 448 Km di autostrade. La prospettiva è quella di incrementare i collegamenti autostradali per integrarli con la rete europea.
La rete ferroviaria, a fine 2000, si estendeva per 7.897 Km. Anche su quest'ultima rete sono numerosi gli interventi di ristrutturazione e sviluppo previsti.
Investimenti italiani in Ungheria
La crescita dell'interscambio tra Italia e Ungheria è stata notevole negli ultimi anni, tuttavia, gli investimenti italiani non si sono sviluppati conseguentemente. Va, però, riscontrata una sempre crescente e non trascurabile presenza d'imprenditori italiani, in particolare delle PMI.
Gli investimenti italiani, secondo fonte ICE, risultano distribuiti per il 40,8% nel settore manifatturiero, per il 31,8% nell'intermediazione finanziaria, per il 14,1% nel settore della produzione e distribuzione di energia, per il 5,6% nei trasporti e telecomunicazioni. Valori che non tengono conto dei numerosi micro-investimenti, ma che evidenziano un basso livello dell'investimento medio e la forte presenza nel settore bancario-assicurativo.
Interscambio con l'Italia
Lo sviluppo dei rapporti commerciali tra il nostro Paese e l'Ungheria, molto intenso fino al 2001, ha avuto un freno nel 2002: secondo dati Istat, in quest'ultimo anno il valore dell'interscambio ha avuto una flessione del quasi 6% sul 2001. Tuttavia nel quadriennio1998-2002, si è verificata una complessiva crescita degli scambi, in particolare grazie alle esportazioni italiane. Nel 2002 le importazioni dell'Ungheria dall'Italia si sono principalmente distribuite nei comparti delle macchine e apparecchiature elettriche e di precisione; macchine e apparecchi meccanici; prodotti tessili; chimici e fibre sintetiche e artificiali (9,2%).
Relazioni internazionali
L'Ungheria è membro dell'ONU e della NATO; fa parte del GATT ed è tra i Paesi fondatori del WTO.
E' stata la prima tra le nazioni Comecon ad avere accesso al FMI. E' membro della Banca Mondiale e della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e dell'Organizzazione per la Cooperazione economica e lo Sviluppo (OECD).
Inoltre, nel 1991, Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria, Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno costituito la CEFTA (Accordo centro-europeo per il libero commercio).
Fiere
In Ungheria, sia per motivi geografici che per motivi storici, la concentrazione del commercio e dell'attività fieristica è molto forte. La maggior parte delle fiere internazionali ha luogo a Budapest e la quasi totalità di tali manifestazioni è organizzata nel centro fieristico dell'Ente Hungexpo Rt.

Superficie: 93.029 kmq
Popolazione: 10.174.853 abitanti
Lingua: Ungherese
Religione: Cattolica (67,5%)
Capitale: Budapest
Forma di Governo: Repubblica parlamentare
Unità Monetaria: Fiorino Ungherese (1 Euro
= 266.591 Fiorino ungherese al 09/01/2004)
Tasso di crescita: 3,3%
Pil: 67.212,5 milioni di euro
Pil pro capite: 6.520 euro
Tasso di disoccupazione: 5,8%
Inflazione: 5,3%
Debito/Pil: 53,1% (2001)
Deficit/Pil: -9,1%
Fonte Eurostat 2002
Per informazioni:
Budapest - Ambasciata d'Italia
Stefania Ut. 95 - 1143 Budapest
Tel. (00361) 4606200/4606201 - Fax 4606260
ambit@ambitalia.hu
Istituto Nazionale per il Commercio con l'Estero
Olasz Külkereskedelmi intézet
East-West Business center rakoczi Ut 1/3
H - 1088 Budapest
Tel. (0036 1) 2667555 - Fax. (0036 1) 2660171
budapest.budapest@ice.it
www.italtrade.com (per operatori stranieri)
Ambasciata ungherese in Italia:
Via dei Villini, 12/16 - 00161 Roma
Tel. 064402032 0644230598 - Fax 064403270
titkarsag2@huembrom.it
Consolato:
Via Gasparotto, 1 - 20124 Milano
Tel. 0267382924 - Fax 0267381555
mil.missions@kum.hu
Da non perdere
Nazione confinante con Austria, Repubblica Ceca e Romania, L'Ungheria è tra i paesi più visitati dal turista italiano ed europeo, ora che è diventata a tutti gli effetti un paese occidentale. Budapest, la capitale, è una città dai mille volti, bellissima, affascinante, divisa com'è dal famoso Danubio, che la taglia in due (da qui il nome Buda, la città vecchia e Pest, la città nuova e moderna). Definita la “Parigi dell'est”, è una città incantevole, che deve il suo fascino alla mirabile ad armoniosa fusione tra passato e presente, una città allegra, dalla vita notturna spensierata e trasgressiva, una città “shopping” con negozi di ogni tipo.
Le strutture alberghiere sono buone e i prezzi invitanti e convenienti anche per una clientela giovane.
La capitale è collegata giornalmente con voli diretti da Malpensa (Alitalia o Malev, la compagnia di bandiera) e i prezzi dei biglietti variano dai 250 ai 400 euro per persona. Da Budapest è possibile fare delle romanticissime gite in battello sul Danubio, per raggiungere località ricche di storia e di testimonianze artistiche.
(in collaborazione con l'agenzia Le Marmotte di Varese)

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