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Otto secoli di sanità

La lunga storia del nosocomio varesino, dal "Ninfontano"all'Ospedale di Circolo.

E' nato, è cresciuto e si è trasformato per volontà della popolazione di Varese e del circondario, il nosocomio che oggi prende il nome di "Ospedale di Circolo”. Il documento più antico che parla dell'ospedale varesino porta la data del 15 maggio del 1173, quando venne stipulato un accordo tra il Prevosto della chiesa di San Vittore e frate Alberto di Bregnano, che firmava a nome di una "fraternità"dedita ad opere assistenziali. L'edificio fu eretto nella Castellanza di Bosto, in una località ricca di acque, chiamata "ad Novem Fontanas"(alle nove fonti), che poi nel parlare popolare divenne "Ninfontano”. La costruzione esiste ancora di fianco a Viale Europa, ma ha subito un'inadeguata ristrutturazione che rende difficile riconoscervi l'antico ospedale. In quell'epoca in tutta Europa erano nate, per l'impegno dei laici, varie opere di carità ed il fenomeno interessò anche Varese. Documenti del XII secolo attestano lasciti in favore dell'ospedale, che non curava solo i malati, ma dava ospizio ai più deboli, agli orfani, ai bambini abbandonati, d'altra parte l'etimologia della stessa parola "ospedale"rimanda ad "ospite”, "ospitare”.

NEL TRECENTO, UN SECONDO OSPEDALE
Un secolo dopo, con la crescita di Varese, venne costruito un secondo ospedale, detto di "San Giovanni"o "Ospedale nuovo”, nel centro del borgo. Fu realizzato per opera della "Schola di San Giovanni Battista”, una pia confraternita formata in prevalenza da laici, nata per assistere gli infermi e soccorrere i bisognosi. La nuova istituzione ospedaliera trova riscontro in un testamento del 1290 ed in altri documenti che testimoniano i lasciti (denaro o beni di varia natura, addirittura brente di vino) devoluti all'ospedale, soprattutto in punto di morte.
La tradizione dei lasciti è continuata nei secoli successivi ed è stata, com'è tutt'ora, una delle forme più importanti di partecipazione e sostegno all'opera ospedaliera.

LA CRISI DEL SEDICESIMO SECOLO
Nel XVI secolo l'ospedale varesino visse un periodo di crisi, con il conseguente degrado degli edifici. Nella sua prima visita pastorale a Varese, nel 1567, il Cardinale Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, convinse il ceto dirigente varesino a riunire i beni dei due ospedali e a creare un'unica struttura sanitaria ed assistenziale. Il nuovo ospedale prese il nome di "Ospedale dei Poveri”, ebbe sede presso il vecchio Ospedale di San Giovanni e fu posto alle dipendenze delle magistrature locali e dell'Arcivescovo di Milano. Nel 1574, presso lo stesso ospedale, fu istituito il "Monte di pietà"per soccorrere quanti avevano bisogno di un prestito, per toglierli dalle grinfie degli usurai. Il denaro era prestato senza interessi e proveniva dalle rendite del patrimonio, formato con i lasciti dei benefattori. Nel 1657, l'Ospedale dei Poveri era ormai insufficiente alle crescenti necessità della gente, venne così trasferito in una costruzione più ampia, che si affacciava sull'odierna Piazza Giovane Italia

DA OSPEDALE DEI POVERI AD OSPEDALE CIVICO
Quando i venti dell'Illuminismo e della Rivoluzione Francese soffiarono su tutta Europa, investirono anche Varese ed il suo nosocomio, che prese il nome di Ospedale Civico, aperto solo ai "cittadini del Comune", e nello stesso tempo lo caratterizzarono sempre di più come luogo ed istituzione per la cura dei malati. Fu un'epoca di profonde trasformazioni di mentalità, la carità cedette il posto alla filantropia, la gestione dell'ospedale passò ad un'autorità politica, per togliere il controllo alla chiesa ed al patriziato locale, la scienza faceva grandi progressi e nella medicina si sviluppavano le specializzazioni. Tra il 1830 ed il 1848, l'edificio dell'Ospedale Civico fu rinnovato ed ampliato, grazie a cospicue donazioni, tra cui quella dell'Arcivescovo di Milano.

NASCE L'OSPEDALE DI CIRCOLO
Bisogna arrivare ai primi anni del Novecento per ritrovare l'odierno ospedale. Il progresso della medicina e l'affermarsi delle specializzazioni, nonché la crescita della popolazione, rendevano inadeguato il vecchio Ospedale Civico. Si iniziò a progettare un nuovo complesso ospedaliero, ispirato alle soluzioni adottate al Victoria Hospital di Belfast, ovvero una struttura a padiglioni separati, ma addossati.
La realizzazione fu resa possibile grazie allo stanziamento di un fondo di 5 milioni di lire a favore degli ospedali lombardi, effettuato nel 1903 dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. La trasformazione da Ospedale Civico ad Ospedale di Circolo avvenne nel 1929, il bacino d'utenza (il circolo) si ampliò fino a comprendere 61 località. Nei decenni successivi, importanti donazioni di privati (particolarmente generosa fu quella dei coniugi Macchi), permisero la realizzazione di nuovi padiglioni, così l'Ospedale di Circolo ha assunto la forma attuale. Nell'immediato futuro del nosocomio, c'è il progetto di nuovi padiglioni per stare al passo con i progressi della medicina e soprattutto per andare incontro alle sempre più crescenti necessità degli utenti.

L'OSPEDALE FILIPPO DEL PONTE
Nacque nel 1866, per la donazione della casa che Filippo Del Ponte fece ai poveri della città, sotto "l'intelligente e pietoso regime e servizio dei Fatebenefratelli”, la gestione dell'ospedale veniva cioè affidata all'Ordine dei Fatebenefratelli di Milano. L'articolo 2 dello Statuto stabiliva che alle cure dell'ospedale potevano ricorrere solo i poveri maschi, appartenenti alla Città e terre unite in Comune di Varese, erano escluse le donne e gli ammalati impuberi. L'ospedale ebbe questa connotazione per quasi un secolo, fino al 1957, quando Angioletta Vedani vedova Cattaneo, faceva un'importante donazione ai Fatebrenefratelli a condizione che nell'ospedale venissero inserite delle religiose, al fine di assistere anche le donne.
Nel 1959 venne stipulata una convenzione tra i Fatebenefratelli e L'Opera Pia Ospedale Del Ponte, grazie alla quale l'Opera Pia concedeva in locazione all'Ordine il terreno di sua proprietà a Giubiano, e l'Ordine si impegnava a costruire una nuova ala ospedaliera, denominata "Padiglione Fatebenefratelli-Vedani”. I rapidi cambiamenti degli anni Sessanta, le riforme in campo sanitario ed il calo delle vocazioni religiose, indussero i Fatebenefratelli a ritirarsi dall'ospedale. Nel 1970 la loro proprietà venne ceduta all'Ente ospedaliero "Filippo del Ponte"ed in seguito il nosocomio è diventato parte integrante dell'Ospedale di Circolo.


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  • l'azienda Ospedaliera di Busto Arsizio
  • l'Azienda Ospedaliera di Gallarate
  • le strutture sanitarie private

    03/15/2001

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