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Guardando ad Est

Missioni imprenditoriali alla scoperta delle realtà economiche dei due Paesi dell'Est che, all'indomani del Vertice di Atene, si presentano come quelli più interessanti per potenzialità economiche e di scambio.

Momenti delle missioni in Russia ed in PoloniaImprese varesine all'attacco dell'Est. Prima in Russia, poi in Polonia, due missioni esplorative hanno voluto verificare le potenzialità di due importanti mercati che si stanno affacciando all'Unione Europea e porre le basi per allacciare rapporti di cooperazione commerciale e industriale. Il tutto all'indomani del Vertice Europeo di Atene, nel quale è stata delineata una nuova Unione Europea che, dal 2004, sarà composta da 25 paesi membri. I nuovi paesi che ne entreranno a far parte porteranno un potenziale di sviluppo economico e di mercato che dovrà essere indirizzato in modo coerente con lo sviluppo dell'economia comunitaria.
Per tale ragione, l'Unione Industriali ha organizzato due missioni commerciali, la prima a Mosca a metà aprile, la seconda a Varsavia a metà giugno. L'iniziativa moscovita, condotta con il supporto organizzativo di Provex, il consorzio export-import della provincia di Varese, ha interessato un gruppo di imprese locali del settore maglie-calze, abbigliamento e calzature. Quella polacca, guidata dal neo-presidente dell'Unione Industriali Alberto Ribolla, è stata invece attuata nell'ambito del GEIE "L'Europe des Entreprises", il gruppo europeo di interesse economico di cui l'Unione Industriali varesina fa parte - unica per l'Italia - insieme alle omologhe associazioni imprenditoriali di Hannover, Bristol, Santander e Paris-Est. Si tratta di un gruppo che riunisce gli imprenditori di cinque dei territori più sviluppati d'Europa che, insieme, hanno un peso demografico ed economico simile a quello di interi Paesi come ad esempio l'Austria o l'Irlanda. Entrambe le missioni hanno permesso di conoscere la realtà produttiva, di mercato e le regole per operare nei due paesi che presentano, tra quelli dell'Est europeo, le più elevate potenzialità economiche e di scambio.
RUSSIA, UN MERCATO IN FORTE ESPANSIONE
La Federazione Russa sta attraversando un periodo favorevole: il debito estero è significativamente ridotto negli ultimi due anni. Da 143,3 miliardi di dollari al primo gennaio 2001 è sceso a 130,1 miliardi alla fine dello stesso anno ed a 119 miliardi alla fine del 2002, con una riduzione del 17% ovvero di 24,3 miliardi di dollari, cioè oltre 1 miliardo al mese. I pagamenti del debito estero non destano quindi preoccupazioni e questo porta numerosi paesi stranieri ad investire in Russia. L'Italia è all'undicesimo posto tra gli investitori stranieri con 283 milioni di dollari investiti nel 2002: un considerevole progresso rispetto ai 170 milioni del 2001 ed ai 116 milioni del 2000.
Nel 2003 il PIL russo dovrebbe crescere da un minimo del 2,4% ad un massimo stimato di oltre il 5%. Nel 2002 un consumatore russo medio ha aumentato i propri consumi rispetto al 2001 in prodotti alimentari (10,5% per carne, 7% per ortaggi e frutta, 1% per latticini) e in elettrodomestici (24%). La popolazione russa spende più del 70% del suo reddito nell'acquisto di beni di consumo e circa il 17% nell'acquisto di servizi. Il salario medio in Russia era di 80 dollari nel 2000 ed è salito a 184 dollari a fine 2002.
"Varese Fashion", la missione di operatori varesini dell'abbigliamento - in tutto 19 partecipanti in rappresentanza di 9 imprese - si è articolata in uno show-room nel quale sono stati esposti i prodotti, in contatti con operatori economici locali, in visite a centri commerciali moscoviti e in un incontro con l'ambasciata italiana. L'eterogeneità dei prodotti esposti ha mostrato ai potenziali acquirenti russi le potenzialità di una fiera produttiva, come quella della provincia di Varese, che copre tutti i segmenti dell'abbigliamento: dall'intimo, alla calza, al capo spalla, per finire con il capo invernale, l'abbigliamento sportivo e l'accessorio.
POLONIA, NELLA UE DAL 2004
A partire dal 1992, il tasso di crescita del PIL polacco è sempre stato positivo. Nel 2001 il PIL è stato pari a 1.614 miliardi di dollari portando il reddito pro-capite a circa 4.180 dollari. La struttura del PIL mostra una netta predominanza del settore dei servizi che arriva produrre una quota del 60,5% dello stesso PIL, seguito dal settore industriale con 32,3% e da quello agricolo con il 5,1%. Il tasso di inflazione, che aveva raggiunto nel 1990 il 685%, si è attestato nel 2001 al 5,5%. Ne è seguita la decisione di ridurre in più riprese i tassi di interesse. Nel 2001 il salario medio mensile lordo nazionale ha raggiunto i 504 dollari. Questo risultato rappresenta un aumento di circa il 55% rispetto al 1996 e pone la Polonia al secondo posto, dopo la Slovenia, tra i paesi che entreranno nell'Unione Europea nel 2004. I consumi, dopo la caduta dei primissimi anni '90, sono cresciuti a tassi sostenuti e nel 1993 avevano già superato il livello del 1989, per continuare ad aumentare ad un tasso medio superiore al 55 annuo.
La provincia di Varese esporta per circa 94 milioni di euro verso la Polonia, soprattutto macchinari industriali, prodotti in plastica ed elettrodomestici e importa per circa 26 milioni di euro dalla Polonia, in gran parte prodotti chimici e autoveicoli. La missione esplorativa del GEIE ha visto la partecipazione di una folta delegazione di imprenditori varesini che si è unita alle rappresentanze delle associazioni imprenditoriali di Francia, Germania e Spagna. Si è così formato un gruppo internazionale che in una serie articolata di convegni e workshop ha incontrato i maggiori rappresentanti istituzionali ed economici della Polonia a partire dal Vice-Ministro dell'Economia, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrzej Szejna, all'ambasciatore italiano a Varsavia, Giancarlo Leo, al rappresentante della Commissione Europea a Varsavia, Gianni Cappellino, al direttore dell'Ice polacca, Guglielmo Cioni, al Presidente della Zona Economica di Katovice, Piotr Wojaczek, ai rappresentanti degli imprenditori locali, Marek Orlowski, e del mondo finanziario, Paolo Baldini della Bank Pekao-Unicredit, con i quali si sono avuti fruttuosi confronti sull'economia, sulla situazione del mercato del lavoro, sul tessuto produttivo e sui principali cambiamenti ed investimenti in atto nel Paese all'indomani del referendum di adesione all'Unione Europea. Oltre ai rapporti istituzionali si è creato anche un interessante momento di confronto ristretto con imprenditori di tutte le dimensioni che già operano in Polonia a partire dalla testimonianza del Presidente di FIAT - Polska, Enrico Pavoni, che complice di una permanenza ventennale ha tracciato lo scenario evolutivo sull'esperienza nel Paese, a quella del Vice Presidente Operations & Tecnologies di Whirlpool, Evasio Novarese, che ha condiviso la propria personale nella creazione della Joint Venture con Polar, a quella di Tadeus Formanek che ha portato il punto di vista di una PMI; la Pulverit del gruppo Parodi, nell'affrontare il mercato polacco.
La missione è stata anche l'occasione per rinsaldare i legami con la rappresentanza ICE di Varsavia e con il sistema universitario locale, in particolare con la Warsaw School of Economics.

06/26/2003

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