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Dal
Ceresio al Sacro Monte trekking sul sentiero Giubilare
Un
percorso fra alcuni dei luoghi del Varesotto più ricchi di storia
ma anche carichi di spiritualità.
Sentiero
del Giubileo Lunghezza: 13 chilometri. Dislivello: 700 metri. Tempo di
percorrenza: 4 ore circa.
Certo, giubilare
non è verbo che si usi tutti i giorni, ma giubileo
è invece un sostantivo di stretta attualità: luno
e laltro hanno molto a che fare con una radice latina che indica
gioia, allegria, felicità. Qualcosa come uno scoppio di contentezza,
la manifestazione ilare di chi si sente figlio di un Padre
che sta più in alto, da cui dipende e che dà senso a tutto.
Pur non rientrando fra i grandi itinerari, riscoprire il sentiero
giubilare che dal Ceresio risale la Val Marchirolo per poi infilare
la Valganna (o, come faremo noi in alternativa, ascendere fino al Sacro
Monte) e scendere incontro alla pianura, significa unire in maniera speciale
geografia e storia, spiritualità e fede.
Al fine di non rendere troppo impegnativo il percorso, tralasciamo il
pezzo iniziale, quello che ha inizio al valico di Ponte Tresa e, attraverso
Lavena, Cadegliano, Cugliate, Cunardo e Ghirla giunge sino a Ganna. Partiamo
invece proprio da qui, dal minuscolo capoluogo di una valle nota per le
basse temperature invernali.
Possiamo decidere di lasciare lauto nei pressi della Badia, ex-monastero
benedettino sorto poco dopo il Mille là dove i monaci avevano davanti
a loro distese di paludi da bonificare, comera caratteristico del
loro impegno lavorativo. Di quel lavoro sono rimaste le vasche dacqua
dalle quali, fino alla seconda guerra mondiale, si ricavava torba di buona
qualità.
Ma
la nascita del complesso monastico è legato anche al martirio dei
santi Gemolo (il cui corpo è conservato sotto laltare) ed
Imerio, uccisi dai briganti mentre scortavano lo zio vescovo diretto ad
unudienza papale. Grazioso è soprattutto il chiostro pentagonale,
cui si affianca un bel campanile romanico; se avete un quarto dora
di tempo in più, date unocchiata al piccolo Museo della Badia,
che conserva anche reperti archeologici romani.
Usciti dal monastero verso sinistra, dove risale il pavé di porfido
rosso estratto in loco, un centinaio di metri più avanti (costeggia
la recinzione duna villa) ecco il sentiero segnato col numero 15:
è da qui che ha inizio la nostra camminata, la stessa che facevano
i fedeli per recarsi ogni anno alla Madonna del Monte sopra Varese.
Si attraversa la riserva naturale orientata del Lago di Ganna, ricca di
varietà floreali tipiche del nord Europa (proprio a causa del clima
rigido cui sè fatto cenno) e di rarità avifaunistiche
come la Moretta Grigia.
In breve si raggiunge il punto più basso del sentiero (il ponte
sul rio Pralugano, m 453 slm), da dove inizia una salita non troppo impegnativa
con punti panoramici interessanti su Ganna, Mondonico (il paesino in cima
alla montagna di fronte) ed il San Martino, cima della Valcuvia, allestrema
sinistra. Il bosco offre splendidi esemplari di querce, frassini, tigli,
aceri, quindi castagni e faggi; numerosi i corsi dacqua e le cavità
carsiche. Da queste parti vivono falchi e nibbi bruni, così come
coppie di cervi e caprioli: ma avvistarli è impresa quasi disperata.
In cima alla salita avrete superato un dislivello di 200 metri. Dopo circa
due chilometri, giunti a fianco di un vecchio casolare sulla destra, non
mancate di gettare lo sguardo oltre la palizzata per godere la vista del
Verbano e delle vette circostanti. Non lontano (cè un apposito
cartello) esiste anche unarea attrezzata per pic-nic. Quindi si
scende lungo un bellacciottolato a Brinzio, quota 508, dopo aver
scavalcato il rio Valmolina proprio in fondo alla discesa. Avrete percorso
quattro chilometri in unora e mezza. Oltre la strada provinciale
prendete il sentiero che costeggia il laghetto, altra riserva orientata
di grande interesse, quindi attraversate di nuovo la strada provinciale,
imboccare il sentiero piano di fronte a voi, raggiungete in pochi minuti
la frazione Rasa (piazzetta del Noce) e da qui il ponte sul fiume Olona
(nei pressi è possibile, al ritorno, prendere lautobus che
conduce a Bedero, quindi in pochi minuti a piedi alla Badia di Ganna)
da dove il sentiero numero 6 imbocca la via Salve Regina: ancora un chilometro
fra i boschi e si giunge alla frazione Oronco. Poco sopra ecco la Via
Sacra che, fra splendide Cappelle secentesche con statue in terracotta
che riproducono i Misteri del Rosario, conduce in meno di unora
in cima al Sacro Monte, dovè la chiesa giubilare
con leffige della Madonna Nera.
Il Sentiero del Giubileo, identificato con specifica segnaletica, è
stato ripristinato dalla Regione Lombardia in collaborazione con il Parco
Campo dei Fiori e si innesta in un percorso più ampio che parte
dal Passo dello Spluga. Il tratto di cui ci siamo occupati sarà
oggetto di un pellegrinaggio aperto a tutti che si svolgerà domenica
24 settembre 2000.
Riccardo
Prando
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Poco
sopra la frazione Oronco inizia la Via Sacra che, fra splendide
Cappelle, conduce in meno di unora in cima al Sacro Monte,
dove cè la chiesa giubilare con leffige
della Madonna Nera.
Parlare del Sacro Monte significa indicare uno dei luoghi più
suggestivi, carichi di storia, di spiritualità, di natura
non solo del Varesotto, ma dellintera Lombardia. Si tratta
di un borgo dorigini medievali, dove laccesso con lautomobile
è vietato per pure e semplici ragioni di spazio e dal quale
la vista spazia sulle montagne elvetiche, quelle comasche e lecchesi,
il Monviso, la pianura finoltre Milano.
In cima alla montagna sorge il monastero femminile ambrosiano di
clausura, prendendo il posto di grotte e cavità dove le beate
Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera si ritirarono in romitaggio
mille anni fa. A fianco si erge il massiccio del Campo dei Fiori,
cuore geografico dellomonimo parco regionale che ha sede a
Brinzio.
Una
cucina semplice, piuttosto rustica specie in stagione,
vale a dire durante lautunno ricco di funghi, selvaggina e
castagne: è ciò che propongono due ristoranti collocati
lungo il percorso.
A Brinzio è lAntico Borgo, dove a prezzi contenuti
vi offrono ricche portate di polenta e lepre, porcini ma anche ottime
pizze e focacce cotte nel forno a legna. Nellattesa, non mancate
di ordinare una calda fornarina aromatizzata al rosmarino.
Al
Sacro Monte si può scegliere il raffinato Colonne, a fianco
della stazione darrivo della funicolare, di cui si attende
nei prossimi mesi la riattivazione. Qui i piatti vanno sotto la
denominazione di creativa classica, vale a dire che
rientrano nel novero della tradizione, ma con
quel tocco in
più. Bel terrazzo panoramico.
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