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Giugno 2000

 
 


Nella culla di un Papa

Al Castello Visconteo di Somma Lombardo tra le nuove sale anche quella dedicata a Gregorio XIV, che vide la luce nell'antico maniero.

Se l'anno giubilare induce alle visite di luoghi sacri, da sempre cari alla venerazione dei pellegrini, merita sicuramente una sosta anche un antico e noto maniero del territorio che unisce, ai pregi dell'interesse storico e artistico-museale di un sito irripetibile, il vanto di aver dato i natali nientedimeno che a un pontefice. L'illustre che salì il soglio pontificio col nome di Gregorio XIV il 5 dicembre 1590, al secolo Niccolò Sfondrati, era figlio di Francesco e di Anna Visconti.
E aveva visto la luce l'11 febbraio 1535 nel Castello dei Visconti di San Vito, in quel di Somma Lombardo. Si trattò di un puro caso: la madre fu infatti colta dalle doglie mentre era in visita ai parenti, tanto che con Cremona, città degli Sfondrati, è rimasta la rivalità dell'attribuzione dei preziosi natali. Ma, a favore della dimora dei San Vito, testimoniano anche gli Annali pontifici.
A partire da questa primavera, esattamente da aprile, mese che ha visto l'annuale riapertura del castello sommese al pubblico, è possibile visitare, accanto alle altre sale (quasi una ventina ormai), proprio quella dedicata al Pontefice: contiene - assieme ai ritratti dell'autorevole personaggio - arredi, suppellettili e paramenti sacri legati, oltre che al ricordo di papa Gregorio, ad altre importanti presenze religiose, di casa nella residenza viscontea.

L' apertura al pubblico del castello fu voluta per la prima volta nel 1996 da Gabrio Visconti. Il marchese riuscì a realizzare il desiderio del padre: far conoscere la storia di una tra le più antiche e importanti realtà castellane della Lombardia. Nata come rocca di difesa ai confini del Ducato di Milano - testimonianza della presenza della Signoria dei Visconti che esercitavano in Somma fin dal 1250 - ltrettanti portici d'ingresso indipendenti. Furono i fratelli Francesco e Guido Visconti, rifugiatisi a Somma nel 1448 per sfuggire alla Repubblica Ambrosiana, a ricostruire, ampliare e dividere la dimora, citata per la prima volta in un atto notarile rogato a Gallarate il 22 giugno 1251 dal notaio Marcellinus de Angleria: Francesco, da cui discenderanno i Visconti di San Vito, tenne per sé la parte rinnovata del castello e la zona nord del Borgo: a Guido, capostipite dei Visconti di Modrone, spettò l'ala più antica della dimora e la parte bassa di Somma.
La proprietà fu poi riunita nel 1950 dal marchese Alberto, padre dell'ultimo discendente dei San Vito, don Gabrio, deceduto nel 1997.
A gestirne le sorti è ora una Fondazione presieduta da Gaetano Galeone che ha come fine, oltre che di portare a compimento i diversi progetti di allestimento museale già abbozzati dal marchese Gabrio, di contribuire - con ricerche, borse di studio, convegni, incontri culturali - allo studio della storia viscontea, interpretata soprattutto nel particolare contesto del profondo e quasi millenario legame del castello col territorio.

Al centro del percorso museale spiccano da sempre alcune famose stanze: la "Sala delle Feste" al piano nobile; la storica, secentesca " camera reale" in cui erano soliti riposare i re d'Italia, Vittorio Emanuele II° e Umberto I°, ospiti per le manovre militari in brughiera o per le battute di caccia;
la bella "Sala delle Stagioni" in cui si trova la ricca collezione di piatti da barba. Si tratta di una collezione unica al mondo nel suo genere, che conta oltre cinquecento pezzi di diversa provenienza, realizzati in materiali vari: dalla raffinata porcellana finemente decorata, ai metalli - argento e rame - all'alabastro, al legno (particolarmente prezioso un pezzo in legno di balsa laccato).
La riapertura al pubblico per l'anno 2000 ha visto anche l'inaugurazione di nuove sale restaurate e destinate ad accogliere una collezione ornitologica costituita da 360 uccelli impagliati, con rari e curiosi esemplari, donati al castello sommese dalla famiglia Bellini. Mentre il mese di maggio segna un'altra inaugurazione: quella di una stanza dedicata alla raccolta di pezzi archeologici, con preziose urne della Civiltà di Golasecca. Costituisce la prima tranche di un'importante e ricca collezione destinata ad essere catalogata ed esposta progressivamente e che, per numero di pezzi e qualità, può ritenersi senza pari. Parte fu donata ai Visconti dall'abate Giani, parte fu ritrovata da Ermes Visconti, appassionato collezionista, in terreni di sua proprietà vicino a Somma Lombardo.

Ma non si tratta dell'unica collezione ancora da scoprire: al castello è anche una ricca raccolta di armi e armature del '500 di provenienza spagnola. E' in attesa di definitiva collocazione all'interno di quello che va configurandosi sempre più come raro e ricco percorso museale tutto da godere, vera sorpresa di un castello che è anche incomparabile scrigno di arte: con affreschi secenteschi attribuiti alla scuola dei Procaccini e la cappella dedicata a Maria ornata dalla bella Pala del Cerano.
Da sottolineare infine che se la visita al Castello di Somma offre un'occasione rara di incontro con la storia, l'arte e il collezionismo, tale incontro è supportato dalla presenza costante dei volontari della locale Associazione Nazionale Carabinieri, a disposizione del pubblico in qualità di custodi e guide esperte.

Luisa Negri

Castello Visconteo di Somma Lombardo
Piazza Visconti, 12
Apertura: da aprile a settembre, sab., dom. e festivi
Ore 10-11,30 / 14,30-18,30 con visite guidate
Nei giorni feriali per soli gruppi.
Prenotazione allo 0331/256337

 

 

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