Rimbalzo tecnico della produzione, ma continua la pressione sulla tenuta occupazionale: le riflessioni sulla congiuntura varesina emersi durante la conferenza stampa di inizio anno dell’Unione Industriali
“Dalla crisi nascerà un nuovo sistema imprenditoriale ancora vincente”
Il Presidente Michele Graglia: “La logica dell’uno contro tutti potrebbe non portarci più molto lontano. Le imprese devono fare rete su progetti condivisi”
“L’economia varesina può essere ancora, anche dopo questa crisi, una delle realtà trainanti del Paese. Potremo confermarci in questo ruolo, però, solo se sapremo interpretare l’attuale momento, che è di spartiacque”. Il cambiamento è già cominciato, avverte il Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Michele Graglia. “Anzi - è la precisazione - era già partito prima di questa crisi che non ha fatto altro che accelerarne le conseguenze dolorose sulle imprese e sul mercato occupazionale”. Emerse anche dai numeri dell’indagine congiunturale relativa al quarto trimestre 2009 presentata dall’Ufficio Studi dell’Unione Industriali durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno. Il 61,9% delle imprese ha dichiarato di aver aumentato, nell’ultimo trimestre dell’anno, i propri livelli produttivi, rispetto ai tre mesi precedenti, ma attestandosi su livelli al di sotto di quelli del 2008. A testimoniare le difficoltà c’è anche il dato sull’export provinciale calato del 16% nei primi nove mesi del 2009. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il ricorso alla Cassa Integrazione Ordinaria, con 37,4 milioni di ore autorizzate in tutto il 2009, è cresciuto di cinque volte rispetto al 2008. Trend a cui si accompagna anche l’aumento della Cassa Integrazione Straordinaria il cui peso, sul totale delle ore di cassa concesse, è passato da una quota del 26% di fine 2008, a quella del 44% di dicembre 2009. A testimonianza di come la tenuta occupazionale del territorio sia sotto una forte pressione. Come dire: la crisi ha ormai manifestato i suoi effetti più duri sui livelli produttivi delle imprese, ma non è ancora terminata. Nella fase attuale le criticità si stanno spostando sul mercato del lavoro.
Questa la sintesi della fotografia scattata sul complesso scenario economico locale. “Non è, però, la prima volta che ci troviamo di fronte a una situazione così difficile”, afferma Michele Graglia. Che cita le recenti crisi del 2001, quella a cavallo tra il 2004 e il 2005, le difficoltà sui mercati esteri del 2007. Fino a risalire alla situazione dell’immediato Dopoguerra, nel 1945. “Oggi come allora – è il paragone del Presidente dell’Unione Industriali - la situazione è estrema. Oggi come allora siamo di fronte ad una fase di cambiamento. Oggi come allora il passaggio ad una nuova economia locale non sarà privo di inevitabili sacrifici”. Resistere, però, non basta: “La battaglia non è da giocare in difesa”. Perché, continua Michele Graglia, “chi pensa di poter attendere il passaggio della bufera, per poi tornare ad operare come faceva prima, si sbaglia e pagherà a caro prezzo questa illusione”. Di più: “Serve una stagione di riforme radicali. Anche nel modo di fare impresa”. Il sistema manifatturiero varesino, è il ragionamento del Presidente dell’Unione Industriali, non può più “vivere di rendita sui successi del passato. Torneremo a crescere solo se sapremo trasformarci. Servono progetti. Soprattutto servono progetti condivisi”. Rafforzamenti patrimoniali, una nuova rete organizzativa fatta di alleanze strategiche di settore, un nuovo rapporto con la finanza, crescite dimensionali delle imprese: per Michele Graglia occorre una “mutazione”.
Senza però ricadere, è la precisazione, nella solita contrapposizione di modelli tra piccola è grande impresa. Semmai la questione è capire come “la logica della competitività solitaria, dell’uno contro tutti, che fin qui ha accompagnato il nostro sistema imprenditoriale, potrebbe non portarci più molto lontano”. La prima ricchezza del sistema economico varesino da difendere è la “capacità diffusa sul territorio di fare impresa”. Anche quella delle piccole aziende “che, in molti settori cosiddetti maturi - ricorda il Presidente dell’Unione Industriali - rappresentano ancora mini-fortezze a tutela del made in Italy. Realtà alle quali oggi devono essere forniti nuovi strumenti di supporto, nuovi stimoli al cambiamento, non tanto nella struttura, quanto nelle mete da conquistare e nelle strategie per farlo”. Per riuscirci, secondo Graglia, bisogna puntare su “un sistema imprenditoriale in grado di fare alleanze strategiche. Abbiamo bisogno di soluzioni che sappiano aggregare imprenditori e imprese intorno a idee e obiettivi condivisi, prima ancora che intorno a capitali e a consigli di amministrazione”.
Il nuovo modello su cui punta l’Unione Industriali è quello della rete. Non uno slogan, ma una strada già percorsa nei fatti durante il 2009. Tre gli esempi concreti proposti dal Presidente Graglia su altrettanti fronti. Quello del distretto produttivo, con il Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale Lombardo che ha riunito piccole, medie e grandi imprese del comparto intorno ad un progetto orientato a impostare un’azione di crescita condivisa del settore. Quello della finanza, con la società di partecipazione Varese Investimenti Spa, costituita dall’Unione Industriali insieme a Intesa Sanpaolo, con cui imprenditori del territorio hanno messo a disposizione proprie risorse finanziarie, e quelle delle loro imprese, per sostenere progetti di sviluppo di altre piccole e medie imprese della provincia. Quello della formazione, con la decisione dell’Unione Industriali di fare rete con il mondo della scuola, investendo nello sviluppo e nella crescita di un istituto tecnico del territorio: l’ISIS “Isaac Newton” di Varese.
È anche attraverso iniziative come queste, conclude Michele Graglia, che “passa quel processo di cambiamento in atto, al termine del quale avremo un nuovo sistema industriale e imprenditoriale, ancora in grado di primeggiare”.
LA CARTELLA STAMPA
Varese, 8 febbraio 2010
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