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Al centro dell’incontro “inFORMARSI”, organizzato questa mattina dall’Unione Industriali, la rivoluzione che si apprestano a gestire anche le imprese varesine sul fronte ambientale
SISTRI, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti
270 partecipanti in rappresentanza di oltre 160 imprese: un’alta adesione all’appuntamento tenutosi a Malpensafiere per comprendere un provvedimento che interessa trasversalmente quasi tutto il tessuto produttivo del territorio

Un provvedimento dalla portata generale che interessa trasversalmente quasi tutto il mondo produttivo. Il Ministero dell’Ambiente ha recentemente introdotto un nuovo sistema, questa volta informatizzato, per la tracciabilità dei rifiuti, il cosiddetto SISTRI. L’argomento è stato al centro di un incontro informativo organizzato questa mattina a Malpensafiere dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese nell’ambito del ciclo “inFORMARSI”, corsi gratuiti di aggiornamento per il personale delle imprese associate. Molte quelle presenti all’appuntamento con i propri rappresentanti. A dimostrazione di quanto l’argomento coinvolga le realtà manifatturiere, anche varesine, c’è il conto delle presenze: più di 270 in rappresentanza di oltre 160 imprese.
Da una parte il grande interesse per le novità introdotte dal Ministero per intensificare e rendere più efficaci i controlli sulla filiera dei rifiuti. Dall’altra, i dubbi per un cambiamento radicale, e da molte imprese ritenuto troppo repentino, nelle procedure amministrative seguite dal personale aziendale fin dal 1997. Questi i sentimenti palpabili stamattina nella Sala Caproni del Centro espositivo che ha ospitato l’iniziativa.
Il SISTRI, infatti, sarà operativo a luglio, ma alcuni adempimenti sono richiesti alle imprese già nelle prossime settimane. Quello più imminente è l’adesione al nuovo sistema a cui sono tenute tutte le imprese produttrici di rifiuti pericolosi e quelle produttrici di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti. Oltre ai trasportatori, agli intermediari, agli impianti di recupero e di smaltimento, agli operatori portuali, agli scali ferroviari, ai consorzi di recupero e riciclaggio. Per tutti il termine di iscrizione è fissato per il 28 febbraio, ad eccezione delle imprese produttrici di rifiuti con meno di 50 dipendenti, che avranno invece tempo fino al 30 marzo 2010.
Una volta aderito al SISTRI le imprese dovranno versare un contributo che permetterà di entrare in possesso del dispositivo elettronico necessario per la tracciabilità dei propri rifiuti. Si tratta, in pratica, di una chiavetta USB che consentirà di gestire tutta la movimentazione dei rifiuti su un supporto informatico. L’accesso a questo nuovo strumento on line sostituirà i vecchi documenti cartacei quali registri di carico e scarico, formulari e Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD). Con la possibilità, da parte delle autorità competenti, di poter monitorare in ogni istante il "ciclo" dei rifiuti, dall’azienda che li ha prodotti fino all’ultima fase del recupero e dello smaltimento. Ogni impresa, ogni trasportatore, ogni azienda di smaltimento, attraverso la propria chiavetta USB registrerà la presa in carico dei rifiuti che saranno così controllati in tempo reale anche grazie al sistema GPS di cui saranno dotati i mezzi che li trasporteranno. Garantendo così, nelle intenzioni del Ministero dell’Ambiente, una maggiore efficacia all’azione di contrasto dei fenomeni di illegalità, una conoscenza in presa diretta dell’intera filiera dei rifiuti, una semplificazione delle procedure e degli adempimenti a cui sono richiamate le imprese, oltre ad una riduzione dei costi da esse sostenuti.
Tutti obiettivi condivisi dalle imprese che, però, come hanno fatto notare più realtà del Sistema Confindustria, tra cui la stessa Unione Industriali varesina, si accompagnano ad adempimenti di non sempre facile attuazione e talvolta di difficile comprensione. Anche a causa dell’ampia varietà di situazioni esistenti sul territorio e delle scarse informazioni ad oggi disponibili.

Busto Arsizio, 15 febbraio 2010


Stampato Venerdì 10/09/2010 da www.univa.va.it


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