Varesefocus.
Unione degli Industriali della Provincia di Varese
Varesefocus

 
 

Vago: raccogliamo le forze per dare fiato allo sviluppo

E' l'appello lanciato dal Presidente dell'Unione Industriali Marino Vago nel tradizionale incontro con la stampa di inizio anno. Un'occasione per fare il punto sull'andamento economico provinciale e per passare in rassegna i temi di più stretta attualità del territorio.

Meno peggio del previsto. L'industria della provincia di Varese ha archiviato un anno, il 2001, che non prometteva granché di buono e che, dopo l'11 settembre, ha fatto temere il peggio. Invece, tutto sommato la produzione ha tenuto e, a consuntivo, i risultati sono stati più favorevoli di quanto si fosse immaginato in corso d'opera. In termini generali, sono stati colpiti di più dalla congiuntura negativa i comparti più vicini al consumo finale, quelli maggiormente influenzati da un consumo emotivo. Di meno, invece, i settori produttivi di beni intermedi, di cui il Varesotto è particolarmente ricco. Ma ha giocato anche il consueto effetto compensativo tipico di un tessuto produttivo multidistrettuale: quando un settore è in difficoltà, ce n'è quasi sempre un altro che va meglio e la conseguenza, per fortuna di tutti, è che in una provincia come quella varesina difficilmente si verificano crisi gravi, anche per quanto riguarda l'occupazione.
E' iniziata con l'illustrazione dell'indagine congiunturale svolta dall'ufficio studi dell'Unione Industriali la consueta conferenza stampa di inizio anno tenuta dal Presidente Marino Vago, che, insieme al comprensibile sollievo per lo scampato pericolo, non ha mancato tuttavia di evidenziare come le esportazioni locali siano diminuite, nei primi nove mesi del 2001, in misura pari al 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2000, mentre la dinamica delle esportazioni nazionali è risultata positiva per il 5,2%. Un segnale, questo, che scontando solo in minima parte l'effetto Twin Towers è indicativo di una perdita di competitività che invece preoccupa.
L'incontro con i giornalisti ha offerto a Marino Vago la consueta opportunità di affrontare le questioni di attualità, soprattutto quelle di interesse locale, a 360 gradi. Ecco un breve resoconto degli argomenti affrontati.
Federalismo - Senza entrare nel merito dei contenuti della riforma in senso federale dello Stato, il Presidente dell'Unione Industriali ha preso quella riforma ad esempio per evidenziare un fenomeno diffuso nel nostro Paese, quello che ha definito una "melina istituzionale", un processo decisionale cioè troppo frammentato (si fanno le riforme e le contro-riforme a stadi) tanto da compromettere a volte non solo gli esiti delle riforme stesse, ma anche la credibilità delle istituzioni nei confronti dei cittadini.
Riforma previdenziale - Va dato atto al Governo di volersi occupare di un problema difficile e, del resto, ineludibile, ma la legge delega tratta la riforma del sistema previdenziale in una logica compartimentale. Non si affrontano contemporaneamente, in una logica di sistema, il primo pilastro (la previdenza obbligatoria) e il secondo pilastro (la previdenza complementare).
Mercato del lavoro - Il Libro bianco del Governo ha il pregio di aver affrontato il tema in una visione complessiva e con il metodo, condivisibile, del benchmarking. La delega che il Governo ha chiesto per riformare il mercato del lavoro fa invece temere che nel passaggio dagli enunciati alla pratica possa prevalere la logica di mettere mano ad un pezzetto per volta, trascurando il disegno complessivo.
Frontalierato - L'idea della riduzione dei contributi sociali per le imprese delle aree di frontiera - finalizzata, nelle intenzioni di chi l'ha proposta, ad alleggerire il costo del lavoro e poter così meglio remunerare i lavoratori attratti dalle maggiori retribuzioni pagate in Svizzera - è stata riconosciuta dal Ministro del Welfare Roberto Maroni come una soluzione impraticabile in quanto incontrerebbe ostacoli in sede europea. Occorre perciò affrontare il problema nel quadro del trattamento complessivo del frontalierato, come disciplinato dalle attuali convenzioni internazionali Italia/Svizzera e Unione Europea/Svizzera. Lo sforzo da fare non è quello di dividere più accuratamente la torta dello sviluppo nell'area insubrica, ma è quello di far lievitare la torta moltiplicando le occasioni di scambio e di collaborazione produttiva, tecnologica o commerciale all'interno dell'area.
Liberalizzazione del mercato e privatizzazioni - La norma che consente alle ex-municipalizzate di prorogare fino a sette anni le concessioni, qualora realizzino aggregazioni tra di loro, ancorché pensata per fini condivisibili, introduce però ritardi nel processo di liberalizzazione e privatizzazione. E' importante che quel processo prosegua per consentire la formazione, sul territorio, di una imprenditoria privata che operi nel settore delle multiutility e possa competere con i grandi gruppi stranieri interessati a tale settore, che sono alla porta.
Fondazioni Bancarie - Sono condivisibili il principio della separazione tra Fondazioni Bancarie e Istituti di Credito e quello della turnazione nei vertici delle Fondazioni stesse. Qualche perplessità invece su altri passaggi, che lasciano intravedere il rischio di inversione del processo di sussidiarietà e di passaggio dallo Stato al Privato.
Territorio, infrastrutture, Malpensa - Nel piano delle Grandi Opere purtroppo la provincia di Varese è interessata solo marginalmente. La preoccupazione per le diseconomie prodotte da infrastrutture inadeguate viene accentuata dal rischio che venga depotenziato il ruolo di aeroporto hub di Malpensa, che non potrebbe che riportare viaggiatori e merci provenienti dall'intero Nord Italia verso i grandi hub europei. Le scelte "aziendali" di Alitalia, oltreché vanificare gli enormi investimenti realizzati sul territorio, rischia anche di determinare un grave problema occupazionale, stimabile, per tutte le attività interne al sedime aeroportuale, in oltre 2.000 unità, a cui devono aggiungersi quelle dell'indotto.
Risanamento idraulico - Quando si parla di infrastrutture in genere si pensa subito alla situazione viabilistica, ferroviaria ed aeroportuale. Ma non sono solo queste le infrastrutture di cui necessita il territorio. I cambiamenti di clima che ci hanno accompagnato negli ultimi anni richiamano alla necessità di porre seriamente mano anche al risanamento idrogeologico, problema per il quale dopo decenni e decenni di attese, pagate dai cittadini e dalle imprese con regolari inondazioni in occasione delle torrenziali precipitazioni primaverili o autunnali, non si sono ancora individuate le possibili soluzioni.
Territorio e sviluppo - Il tema "Malpensa" è indicativo di quanto il conflitto su scala nazionale rischi di fare del male alle scelte dell'intero Paese. E'un atteggiamento sicuramente da combattere, ma che non stupisce, anche perchè è un atteggiamento che con sempre maggior frequenza si trova riprodotto anche su scala locale. L'iniziativa del nuovo Centro Espositivo Polifunzionale a servizio dell'intera provincia di Varese, il progetto del Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (EBRI) proposto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini e il progetto di navigazione satellitare "Galileo", progetti che la provincia di Varese si è candidata ad ospitare, pur con valenza e ricadute diverse sono tutte valide iniziative a sostegno dello sviluppo economico e scientifico del territorio e sono destinate a rafforzare l'immagine della provincia di Varese al di fuori degli stretti confini locali. L'errore più grande che potrebbe commettere questa provincia sarebbe quello di non riuscire a fare sistema esprimendo un'ipotesi di gestione, nel primo caso, e di collocazione, nel secondo e nel terzo caso, non unitaria.
"Insomma - ha concluso il Presidente dell'Unione Industriali - i tempi sono maturi per dimostrare coraggio, un coraggio che ci auguriamo possa essere mostrato a livello territoriale anche in occasione dell'appuntamento con le elezioni amministrative che ci attendono da qui a pochi mesi. Un appuntamento importante in cui far prevalere l'attenzione ai bisogni del territorio che, come abbiamo visto, sono tanti, rispetto alla più facile logica della ripartizione delle candidature".

Le imprese verso i mercati esteri

Come crescere nei mercati esteri? Come costituire un'impresa all'estero? E come promuoverne le attività? A questi interrogativi l'Unione Industriali cercherà di dare una risposta durante un convegno che si terrà il 14 marzo alle 15.30 presso la propria sede di Busto Arsizio.
Con l'aiuto della Simest (Società Italiana per le Imprese all'Estero - società partecipata dal Ministero delle Attività produttive, banche e associazioni imprenditoriali) verranno illustrate le opportunità offerte dalla normativa più recente per il finanziamento dei processi di internazionalizzazione delle imprese. Verrà dato ampio spazio all'illustrazione dei meccanismi di partecipazione pubblica (Simest) nel capitale delle nuove imprese produttive costituite all'estero ed anche delle più semplici iniziative miranti ad istituire una rappresentanza commerciale estera.

02/15/2002

Editoriale
Focus
Economia
Inchieste
L'opinione
Territorio

Politica
Vita associativa
Formazione
Case History
Università
Storia dell'industria
Natura
Arte
Cultura
Costume
Musei
In libreria
Abbonamenti
Pubblicità
Numeri precedenti

 
Inizio pagina  
   
Copyright Varesefocus
Unione degli Industriali della Provincia di Varese
another website made in univa